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Protesta animalista contro un allevamento di visoni

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visone

Mentre l’Olanda ha vietato gli allevamenti da visone, sfidando la logica del capitale, mettendo fine ad un settore florido, (clicca qui), gli attivisti dell’associazione Essere Animali hanno protesto a Modena, per chiedere che lo stesso divieto sia applicato anche in Italia, dove vi sono una ventina di allevamenti di visone tra Lombardia, Veneto o Emilia Romagna che producono ogni anno 170 mila pelli di visone.

Gli attivisti sono entrati in un allevamento a Fossoli di Carpi, nel Modenese, e per cinque ore hanno voluto dimostrare il loro dissenso nell’ambito della la campagna #iostoconivisoni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tragico destino di quelle piccole creature, allevate e uccise per uno scopo futile.

Due attivisti sono saliti tetto dell’allevamento mentre altri quattro si sono incatenati sotto le gabbie: “A pochi metri da noi migliaia di visoni attendono di essere soffocati nella camera a gas, dopo una vita trascorsa in piccole gabbie, in condizioni assolutamente non compatibili con la loro etologia. Tre proposte di legge sono da tempo in attesa di essere calendarizzate dalle commissioni parlamentari ma, nonostante oltre il 90% della popolazione sia favorevole all’abolizione di questa crudele pratica, l’indifferenza delle istituzioni anche quest’anno condanna 180mila visoni in tutta Italia ad una morte atroce”, hanno scritto gli attivisti, sottolineando alcune incongruenze.

Infatti, un rappresentante della onlus, Claudio Pomo ha ricordato che è impossibile sapere quanti animali sono allevati nelle aziende in quanto “non esiste in Italia un registro degli allevamenti di visoni”.

L’associazione ha pertanto rinnovato il suo appello al Governo chiedendo di “vietare con urgenza gli allevamenti di animali da pelliccia”.

Una tendenza che mira ad un mondo più etico che si rifiuta di vestirsi con cadaveri.

Consulta il sito della campagna di Essere animali “Visioni liberi” clicca qui