Quattro leoni bianchi rischiano di pagare con la vita la chiusura dello zoo: nasce un santuario per salvarli

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Quattro anziani leoni bianchi, Themba, Timba, Shikira e Cleo, rischiavano l’eutanasia dopo la chiusura del Kamo Wildlife Sanctuary in Nuova Zelanda. Oggi possono continuare a vivere nel luogo che conoscono grazie a un progetto dedicato alla loro tutela.

Quattro anziani leoni bianchi rischiavano di essere soppressi dopo la chiusura dello zoo nel quale avevano trascorso gran parte della loro vita. Per Themba, Timba, Shikira e Cleo, però, è arrivata una seconda possibilità: invece di essere trasferiti o sottoposti a eutanasia, potranno trascorrere la loro vecchiaia nello stesso luogo che conoscono da anni, trasformato in un rifugio dedicato alla loro tutela.

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La storia arriva dalla Nuova Zelanda e riguarda il Kamo Wildlife Sanctuary, struttura privata situata nel sobborgo di Kamo, nella città di Whangārei. Il centro ospitava diversi grandi felini ed era diventato conosciuto nel Paese anche per essere stato utilizzato come location della serie televisiva The Lion Man.

Quattro leoni bianchi trovano una seconda possibilità

Nel novembre 2025 la struttura è stata dismessa a causa di gravi difficoltà finanziarie. Secondo quanto riferito dall’International Fund for Animal Welfare (IFAW), la situazione aveva portato anche all’elaborazione di piani per l’eutanasia di alcuni degli animali presenti.

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Tra gli animali a rischio c’erano Themba, Timba, Shikira e Cleo, quattro leoni bianchi ormai anziani. Il loro destino è però cambiato grazie a un progetto che ha coinvolto IFAW, l’organizzazione neozelandese Helping You Help Animals (HUHA) e alcuni donatori privati.

La soluzione individuata ha permesso ai felini di evitare un trasferimento particolarmente delicato, considerando anche la loro età e le condizioni di salute. L’area in cui vivevano è stata riconvertita e oggi il progetto è gestito dal Lionhearts Project Trust.

I leoni possono così continuare a vivere in un ambiente che conoscono, ricevendo assistenza veterinaria, alimentazione adeguata e cure pensate specificamente per animali anziani. Le condizioni di salute dei felini hanno richiesto particolare attenzione. Uno degli animali, Timba, ha dovuto affrontare la rimozione di un tumore aggressivo sviluppatosi sotto un occhio.

Sono stati inoltre necessari esami diagnostici per valutare alcuni problemi alla colonna vertebrale legati all’età e stabilire le terapie più adatte. Themba, Timba, Shikira e Cleo vivono oggi nel santuario insieme a un altro grande felino. L’obiettivo è evitare loro ulteriori traumi e garantire una quotidianità il più possibile tranquilla.

Il luogo in cui vivono è stato ribattezzato Roar Retirement Village, una sorta di “villaggio per la pensione” pensato proprio per accompagnare questi animali nell’ultima fase della loro vita.

Sul sito del progetto viene spiegato che alcuni investitori hanno acquistato la proprietà e che, sotto la supervisione degli amministratori, è stata trovata una soluzione per consentire ai leoni di rimanere sul terreno che conoscono da sempre.

Il Lionhearts Project punta ora a garantire cure veterinarie specialistiche, un’alimentazione di qualità e soprattutto la tranquillità necessaria ad animali anziani che hanno trascorso gran parte della loro esistenza in cattività.

La vicenda apre però anche una riflessione sulle strutture che utilizzano animali selvatici come attrazione e sulle conseguenze che possono verificarsi quando queste attività chiudono e diventa necessario trovare una sistemazione adeguata agli esemplari ospitati.

Un altro aspetto delicato riguarda proprio il colore dei quattro animali. I leoni bianchi non costituiscono una specie distinta: la loro particolare colorazione è dovuta a una caratteristica genetica conosciuta come leucismo.

Proprio per il loro aspetto insolito, questi felini possono diventare particolarmente richiesti nelle strutture che puntano ad attirare visitatori. IFAW sottolinea che molti dei grandi felini precedentemente presenti nel santuario erano stati allevati proprio per ottenere la rara colorazione bianca e che, secondo gli attuali responsabili degli animali, ad alcuni sarebbero stati rimossi anche gli artigli.

La soluzione per questi leoni in cattivita- amoreaquattrozampe.it

Il problema è che il tratto responsabile della colorazione bianca è recessivo. Per aumentare le probabilità di ottenere cuccioli con queste caratteristiche, negli allevamenti in cattività può essere praticata una forte consanguineità.

Una selezione di questo tipo può avere conseguenze molto serie sul benessere degli animali, aumentando il rischio di problemi genetici, malformazioni e altre patologie.

La salvezza dei quattro leoni rappresenta quindi molto più della riconversione di una vecchia struttura. La loro storia ricorda quanto sia importante mettere il benessere degli animali al centro delle decisioni che riguardano la gestione della fauna selvatica in cattività.

Per Themba, Timba, Shikira e Cleo non è possibile cambiare il passato né restituire una vita in natura dopo tanti anni trascorsi sotto la gestione dell’uomo. È però possibile garantire loro qualcosa di fondamentale: cure adeguate, rispetto e una vecchiaia il più possibile tranquilla, senza costringerli ad abbandonare l’unico luogo che hanno conosciuto come casa.