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Ricreare dinosauri è possibile: riattivate cellule di mammut

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clonazione mammut
Yuka, la cucciola di Mammut “clonata”

“Tutto ciò che può essere immaginato è reale”, una citazioni più belle di Pablo Picasso. Quello che è un film come Jurassic Parck potrebbe presto trasformarsi in una realtà.

E quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università Kindai in Giappone, guidati da Akira Iritani, pubblicato sulla rivista Science Reports, il risultato si deve ai ricercatori guidati da Akira Iritani. Alla luce dell nuove tecniche di clonazione, sono state infatti risvegliate le cellule di un cucciolo di mammut, chiamato Yuka, risalente 30 mila anni fa, scoperto nei ghiacci della Yakutia in Siberia nel 2010. E’ stato stimato che al momento della morte, la piccola mammut avesse tra i 6 e gli 8 anni. Viene conservata all’interno di un grande contenitore a temperatura costante. E’ stata definita all’epoca, dai ricercatori di tutto il mondo una “grande scoperta scientifica”.

I ricercatori hanno isolato le cellule dal midollo osseo e dai muscoli dell’animale che sono poi state trasferite nell’ovocita di un topo. In questo modo, le strutture cellulari simili al nucleo sono tornate a essere attive.

In totale sono stati estratti 88 nuclei, ovvero le strutture dove è racchiuso il DNA. Successivamente questi nuclei sono stati trasferiti negli ovociti dei topi. In questo nuovo ambiente, le cellule le mammut si sono risvegliate. I ricercatori hanno infatti osservato segni di attività che precedono la divisione cellulare.

Fortunatamente, la piena attivazione dei nuclei per la divisione cellulare non è stata possibile in quanto i nuclei non erano “integri”. Per questo è ancora presto per parlare di clonazione del mammut.

Un esperimento reso possibile perché i resti del mammut erano stati conservati quasi intatti nel ghiaccio siberiano. Infatti, i tessuti molli e la pelliccia erano quasi intatti, così come le condizioni del cervello che secondo quanto trapelato permetterebbero di decifrare il codice genetico.
Il mammut è una specie estinta 4mila anni fa. L’intento dei ricercatori non è tanto di riportare in vita la specie, quanto sono interessati a studiare le caratteristiche e le potenzialità delle cellule antiche.

“Può chiarire aspetti della biologia molecolare di base di queste cellule, ma non può portare alla clonazione di un mammut, prima di tutto perché è troppo lontana la parentela tra roditori e mammut”, ha assicurato il direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia, Carlo Alberto Redi.

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C.D.

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