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Supermercato respinge cagnolino, monta la polemica nel Trevigiano

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A San Fior, in provincia di Treviso, la popolazione locale e non solo è divisa in due fazioni. Tutto a causa di un tenero cagnolino di nome Modì, al quale era stato proibito entrare all’interno dell’Iper Mega che sorge all’interno del Parco Fiore. Gli utenti che sono venuti a conoscenza della storia da Francesco Di Leo, proprietario del quattrozampe, hanno potuto leggere su Facebook un post con le testuali parole dell’uomo. Che suonano anche con una certa vena polemica. “Al Mega di San Fior non accettano i cani”. Poche, semplici, efficaci parole. Di Leo spiega anche di avere avuto una discussione con uno dei dipendenti del negozio. “Tanto lui quanto il direttore dell’esercizio commerciale mi avevano detto che al mio Modì non era permesso entrare. E che c’era anche tanto di cartello di divieto all’esterno. Ma il proprietario del cagnolino dice che il suo quattrozampe era tenuto al sicuro all’interno di una borsa adibita appositamente al suo trasporto.

“Si trovava fermo, custodito e buono in una sacca, senza possibilità di entrare in contatto col cibo o con gli altri clienti. Ma qui in nessun modo vogliono cagnolini o cagnoloni. Allora come facciamo ad applicare la legge che lo consente?”. Le motivazioni all’origine di questo diniego da parte del negozio risiedono proprio nel fatto che potrebbero verificarsi delle contaminazioni con la merce esposta ed acquistata da altri clienti, a causa della presenza di animali. Va anche detto però che le norme in proposito non sono spesso precise. Ad ogni modo le precauzioni prese dal proprietario di Modì erano parse più che sufficienti per evitare l’insorgere di discussioni. Ma così non è stato.

Cani al supermercato, c’è chi li vuole e chi dice no

La questione relativa alla presenza di cani nei supermercati ha creato diverse discussioni. Se in alcune zone d’Italia gli esercizi commerciali si sono anche muniti negli scorsi dei tutto il necessario per consentire loro di passeggiare all’interno, ovviamente ben custoditi dai rispettivi padroni, in altri casi sono giunte delle chiusure nette sempre in riferimento alla tutela ed alla salvaguardia delle norme di igiene. Ma le regolamentazioni andrebbero aggiustate e meglio definite.

A.P.