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Ucraina: canile di Borodyanka fuori dal corridoio umanitario

In Ucraina, il canile di Borodyanka è stato fatto fuori dal corridoio umanitario; LNDC a Russia: “fate entrare i volontari”

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Cane (Pixabay)

Il rifugio per animali di Borodyanka, in Ucraina, a quanto pare non è entrato nel corridoio umanitario perché trenta metri al di fuori della zona pattuita. In questo modo, per pochi metri, non si hanno più notizie degli oltre cinquecento animali tra cani e gatti lì rinchiusi. La denuncia arriva dalla Lega Nazionale Difesa del Cane (LNDC Animal Protection) che, insieme a One World Actors Productions Animal Rescues, ha firmato una lettera diretta all’Ambasciata della Federazione Russa in Italia.

Ucraina: canile di Borodyanka fatto fuori da corridoio umanitario per “trenta metri”

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Cane (Pixabay)

La richiesta è quella di permettere di realizzare un corridoio umanitario che coinvolga anche il canile di Borodyanka ed autorizzare la direttrice dei servizi veterinari di Kiev, Natasha Mazur, con i suoi volontari, ad entrare nell’edificio per capire le condizioni delle centinaia di animali che si trovavano all’interno. “Non sappiamo se è stato bombardato o se è andato distrutto”, ha spiegato Piera Rosati, presidente della LNDC, a Kodami. “La speranza è che sia stato usato come punto di appoggio per i russi e che con il buon cuore di qualcuno sia stato dato da mangiare e da bere. Ma non credo proprio sia andata a finire così. Penso che ci siano state atroci sofferenze e che i più deboli e gli anziani siano morti”.

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La richiesta è stata tradotta anche in russo, in modo che possa arrivare con maggiore facilità a Mosca. Nel testo si chiede ai militari impegnati nel conflitto di liberare gli animali dalle gabbie e far sì che i volontari possano soccorrere i cani e i gatti in pericolo. In prima linea, per tentare di mediare e di affrontare la questione c’è anche l’avvocato della LNDC, Michele Pezone.

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“Questa ennesima azione è in linea con quanto fatto fino ad ora da LNDC Animal Protection per far fronte all’emergenza in corso, una situazione drammatica dove gli animali si ritrovano ad essere vittime, insieme a tutta la popolazione ucraina, di un grave conflitto. L’Associazione ha infatti inviato a Kiev dieci tonnellate di generi di prima necessità (cibo e medicinali salvavita) destinati agli animali del canile gestito dalla dottoressa Mazur ed è disponibile, nel momento in cui fosse possibile portare questi cani e gatti in Italia, ad accoglierli presso le proprie strutture”, ha concluso LNDC nel comunicato.