La storia di Vasi, l’orso labiato salvato in India dopo una terribile trappola dei bracconieri. Una protesi innovativa gli regala una nuova vita.
La crudeltà dell’uomo gli aveva portato via una zampa, ma la determinazione di chi ama e protegge gli animali gli ha regalato una seconda possibilità. È la storia emozionante di Vasi, un orso labiato che, dopo anni di difficoltà, ha ricevuto una protesi progettata appositamente per lui.

Il suo caso rappresenta un importante passo avanti nella medicina veterinaria e dimostra quanto la tecnologia possa contribuire a migliorare la qualità della vita degli animali selvatici rimasti vittime del bracconaggio.
Vasi, l’orso che ha perso una zampa per colpa dei bracconieri torna a camminare grazie a una protesi
Vasikaran, affettuosamente chiamato Vasi, è un esemplare di orso labiato, conosciuto anche come orso bradipo, appartenente alla specie Melursus ursinus. La sua vita è cambiata drammaticamente quando è rimasto intrappolato in una tagliola posizionata dai bracconieri nel distretto di Ballari, nello Stato indiano del Karnataka.

La trappola aveva provocato gravissime lesioni alla zampa posteriore sinistra, causando un’infezione così estesa da rendere necessaria l’amputazione dell’arto.
Nel 2019 l’animale è stato trasferito al Bannerghatta Bear Rescue Centre, dove ha ricevuto cure e assistenza grazie all’impegno degli operatori specializzati. Le sue condizioni, tuttavia, non permettevano un ritorno in natura.
Per anni Vasi ha imparato a muoversi utilizzando soltanto tre zampe, affrontando quotidianamente le difficoltà legate alla sua disabilità. La svolta è arrivata grazie al coinvolgimento di Derrick Campana, specialista nella realizzazione di protesi per animali e fondatore di Bionic Pets.
Conosciuto come il “Mago delle zampe”, Campana aveva già aiutato numerosi animali a recuperare mobilità e autonomia, ma non aveva mai affrontato un caso simile con un orso. In collaborazione con il Bannerghatta Biological Park e il Dipartimento Forestale del Karnataka, è stato avviato un progetto innovativo per costruire un arto artificiale adatto alle caratteristiche fisiche di Vasi.
Realizzare una protesi per un animale selvatico presenta difficoltà particolari. Gli orsi labiati utilizzano infatti le zampe per camminare, scavare, cercare cibo e arrampicarsi. Il dispositivo doveva quindi essere sufficientemente resistente, confortevole e funzionale.
Fondamentale è stato anche il lavoro degli operatori del centro, che attraverso tecniche di rinforzo positivo avevano abituato Vasi a collaborare durante le procedure veterinarie. Questo percorso ha facilitato le prove e l’applicazione della protesi, riducendo lo stress per l’animale.
Secondo quanto raccontato da Wildlife SOS, Vasi è diventato il primo orso labiato a ricevere una protesi di questo tipo. Pur non potendo tornare libero nel suo habitat naturale, oggi può beneficiare di un supporto pensato per migliorare i suoi movimenti e il suo benessere quotidiano.
La sua vicenda riaccende anche l’attenzione sul bracconaggio e sulle sofferenze inflitte agli orsi, storicamente sfruttati anche nella crudele pratica degli spettacoli con gli “orsi ballerini”. La storia di Vasi dimostra che salvare un animale non significa soltanto sottrarlo al pericolo, ma anche impegnarsi per offrirgli una vita il più possibile dignitosa.
Perché ogni animale merita rispetto, protezione e una possibilità di vivere senza sofferenze provocate dall’essere umano.