Home Video La “nobile” arte della caccia alla volpe: l’hobby che incita violenza

La “nobile” arte della caccia alla volpe: l’hobby che incita violenza

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Nuova incursione degli attivisti animalisti che si battono contro l’ormai consueta tradizione della caccia alla volpe perpetrata ancora nel Regno Unito. In rete esistono diversi gruppi all’insegna del “sabotaggio”. Ovvero, gruppi di persone che promuovano delle piccole dimostrazioni per contestare un’usanza crudele e tentare di vietarla. A distanza di qualche settimana da un video denuncia sconcertante con il quale gli attivisti hanno mostrato come i cacciatori non si fermano neanche davanti ad una donna, presa a schiaffi, spunta un altro video che documenta i comportamenti socialmente violenti di chi partecipa a questo tipo di attività.

Il gruppo East Sussex And Romney Marsh Attack Saboteurs si è recato nell’area di PEvensey dove hanno trovato diversi cavalieri intenti a cacciare. Un terreno paludoso, senza alberi dove i cani non trovano riparo e corrono tutto il giorno, fino alla sfinimento. Ancora una volta, scrivono gli attivisti, uno dei partecipanti ha dimostrato un comportamento aggressivo. Infatti, nel video girato dai membri del gruppo animalista, si vede chiaramente uno dei cavalieri impegnati nella caccia alla volpe, intento a colpire ripetutamente con la frusta un attivista. Un’altra telecamera inquadra anche un altro uomo che a piedi minaccia gli animalisti. Le immagini sono piuttosto esplicite e come ricordato in altre occasioni, gli animalisti hanno nuovamente evidenziato come la crudeltà verso gli animali porti a comportamenti socialmente violenti privi di dialogo.

Recentemente in Francia è scoppiato lo scandalo della caccia alla fauna selvatica con armi bianche, che grazie alle norme ancora vigenti consente il diritto di seguire la preda ovunque. L’associazione francese 30 Millions d’amis aveva pertanto denunciato gli aspetti incoerenti presenti a livello normativo tanto da consentire che i cacciatori uccidano le prede anche nelle proprietà private, addirittura nei giardini delle villette a schiera oppure fino a dentro casa.

Le istituzioni tutelano queste attività crudeli. Per gli animalisti, questo comporta delle ripercussioni a livello sociale. Consentire la crudele uccisione di un animale, perpetrata nelle attività di caccia o nei macelli, è in parte contribuire ad alimentare comportamenti violenti che sostituiscono il dialogo per cui è più facile rispondere con uno schiaffo che con le parole o una riflessione da condividere per crescere a livello individuale attraverso il confronto.

C.D.