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Mastino abruzzese promosso a “patrimonio culturale”

mercoledì, 14 settembre 2016

abruzzese

E’ nato per custodire il gregge, per prendere delle decisioni in autonomia, in assenza del padrone, per difendere il suo territorio da temibili predatori come i lupi. Ha un carattere alla pari dell’uomo al quale non si sottomette anche se lo rispetterà e sarà pronto a ricevere dei comandi. Ma mai e poi mai accetterà degli ordini. Qualità di una razza che sceglie un solo padrone con il quale collaborerà e al quale sarà sempre fedele.

Per anni, il mastino abruzzese è stato assimilato al Maremmano, una razza simile alla sua, ma dalla morfologia e dal carattere ben diversi. Il mastino abruzzese ha finalmente ottenuto il suo giusto riconoscimento e dopo l’approvazione della sua razza da parte della sua Regione, anche il Governo italiano ha deciso di dare un ruolo a questo esemplare e ha approvato la valorizzazione del cane da pecora abruzzese per il quale la Regione Abruzzo aveva chiesto d’inserire la razza nel “patrimonio culturale”.

Lo scorso 9 settembre il Consiglio dei ministri ha preso in esame 21 leggi regionali, tra le quali quella n. 21 del 9 luglio 2016 della Regione Abruzzo, sul “Riconoscimento del cane bianco italiano da custodia delle greggi patrimonio culturale della Regione Abruzzo con il nome di cane da pecora abruzzese o mastino abruzzese”, una delle tre leggi che il Governo ha deliberato “non impugnativa”.

Gli articoli della legge introducono il tipo di razza e il suo appellativo, evidenziando le qualità intrinseche di un cane eccezionale, le cui caratteristiche si sono evolute nell’habitat in cui è nato:

Al primo comma dell’articolo 1 viene pertanto scritto che:

“La Regione Abruzzo riconosce il cane bianco italiano da custodia delle greggi, così come trasmesso dalla civiltà pastorale abruzzese, unico e inconfondibile, parte integrante del proprio patrimonio culturale con il nome di cane da pecora abruzzese o Mastino abruzzese”.

Mentre nel secondo comma viene specificato il significato della razza:

“Il cane bianco italiano da custodia delle greggi, capolavoro della collettiva e plurimillenaria opera di selezione genetica delle genti della montagna abruzzese, è stato ed è elemento insostituibile nell’attività armentaria ecocompatibile della tradizione pastorale abruzzese”.

Nel secondo articolo, vengono invece  descritte le caratteristiche della razza:

Il cane bianco italiano da custodia delle greggi della tradizione pastorale abruzzese possiede e si distingue per:
a) l’assoluta mancanza di istinto predatorio e di ogni forma di aggressione nei confronti degli ovini; concetto che si perfeziona nell’istinto mastino, quale rapporto di protezione e fratellanza nei loro riguardi;
b) il ristretto campo di azione inteso sia in senso stretto, cioè fisico, sia in senso lato, cioè attitudinario;
c) l’autonomia operativa ossia la capacità che il cane ha di eseguire autonomamente il lavoro di custodia del gregge con iniziative proprie e differenziate a seconda delle circostanze, soprattutto in assenza del fattore uomo;
d) una struttura fisica idonea ad affrontare i predatori delle greggi e le condizioni dell’ambiente di vita e di lavoro unita a notevoli doti di agilità e di coraggio, espressione di massimo equilibrio morfologico ed attitudinale.


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