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L’ippopotamo è pericoloso per l’uomo: perché lo attacca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30
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Questo mammifero selvatico è una vera minaccia per l’essere umano: perché l’ippopotamo è pericoloso per l’uomo e lo attacca.

L'ippopotamo è pericoloso
L’ippopotamo è pericoloso: perché attacca l’uomo (Foto Pixabay)

A prima vista potrebbe sembrare un amorevole e sonnacchioso pacioccone: invece non sempre, anzi quasi mai, bisogna fidarsi delle apparenze. L’ippopotamo è un animale spesso associato all’immagine che di lui hanno creato in versione animata e di certo, se messo a paragone con un leone, potrebbe sembrare più innocuo. Ma non è così, poiché questo animale si è mostrato i più occasioni piuttosto violento nei confronti dell’essere umano. Ma perché l’ippopotamo è pericoloso per l’uomo? Come lo vede e in che modo lo attacca? Tutto quello che c’è da sapere sul perché l’ippopotamo è pericoloso per l’uomo.

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Grande e pericoloso? A volte succede

Hippo in acqua
Hippo in acqua (Foto Pixabay)

Pensiamo che gli animali di stazza enorme siano in realtà dei teneri ed innocui cuccioli? Non è proprio così. E siamo pur certi che, se dovessimo avere di faccia un leone e un ippopotamo, dovremmo avere paura allo stesso modo. O forse anche peggio nel secondo caso, quindi è bene conoscere meglio l’ippopotamo (Leggi qui: Ippopotamo: cosa mangia, dove vive, caratteristiche e curiosità)Nell’immaginario collettivo infatti, vi è l’errata convinzione spesso che gli animali grossi siano in realtà pacifici. Ancora più valida questa convinzione pare se si tratta di un animale erbivoro. Ma il fatto che non si cibi di carne umana non vuol dire che non attacca. Sebbene la sua dieta sia composta di foglie e verdure potrebbe riversare la sua forza contro l’essere umano per altri motivi, non per mangiarlo insomma.

Merito dei cartoni animati o forse di una famosa canzoncina che lo vede protagonista, l’ippopotamo è l’animale più aggressivo al mondo o comunque ai primi posti. Causa più vittime rispetto agli altri suoi simili, più del leone e del coccodrillo, nonostante la loro agilità. Non lasciamoci ingannare dalla loro apparente timidezza, poiché sanno esattamente cogliere i punti deboli di chi hanno di fronte.

L’ippopotamo è pericoloso per l’uomo: come lo attacca

Fauci spalancate
Fauci spalancate dell’ippopotamo (Foto Pixabay)

Prima di capire in che modo questo enorme mammifero sferra i suoi attacchi, è fondamentale capire come vede l’essere umano. Per lui noi rappresentiamo un pericolo, una minaccia: merito del comportamento spesso scellerato dei nostri simili? Non si sa, intanto però quando vede un umano sa come ‘regolarsi’. Non sono così rare le notizie di ippopotami che attaccano, spesso mortalmente pescatori e naviganti. In che modo attaccano? I loro denti sono armi in grado di provocare tagli profondi e spesso letali, soprattutto negli altri animali che vivono in acqua come loro (ad esempio coccodrilli e alligatori). Quindi sostanzialmente si tratta di attacchi che provocano cospicue emorragie, spesso difficili da gestire, soprattutto se in acqua. Ed è anche una questione sessuale: i maschi sono più aggressivi sul territorio da difendere, mentre le femmine sarebbero pronte ad aggredire chiunque per proteggere la loro cucciolata, fino allo svezzamento.

Le loro zanne quindi sono una vera e propria arma non solo per la lunghezza di circa mezzo metro, ma anche perché potenti. Oltre ai denti, utilizzano anche la loro massa e il loro peso: consideriamo che il peso di un maschio si aggira dalle 3 alle 5 tonnellate. Data la sua stazza non possiamo certo aspettarci una grande agilità, ma la forza non gli manca di certo. E comunque può correre fino a 45 km/h.

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Perché attacca: le due cause principali

L'ippopotamo è pericoloso
L’ippopotamo è pericoloso: cosa vuole difendere (Foto Pixabay)

I motivi per cui possiamo essere aggrediti da un ippopotamo sono sostanzialmente due: una questione di dominanza territoriale e la protezione della specie. Vediamoli singolarmente.

  • Protezione del loro habitat: si tratta di un animale estremamente territoriale e dominante. Lo spazio è il suo, solo il suo, e non ci pensa a condividerlo con altri né della sua specie né tanto meno di specie differenti. Non soccombe e lotta fino allo stremo per non cedere. Il suo habitat, costituito da stagni e paludi, quindi viene completamente monopolizzato da questo enorme animale e dalla sua famiglia. Però bisogna fare una distinzione: in acqua pare che la convivenza sia molto più complessa, mentre sulla terraferma sembrano più pacifici: probabilmente perché c’è più cibo per tutti! E consideriamo che il suo fabbisogno giornaliero corrisponde a circa 40 kg di erba fresca.
  • La prole: il secondo motivo, soprattutto ad appannaggio delle femmine della specie, riguarda i piccoli fino alla fase dello svezzamento.

D’altra parte non bisogna condannarli: è questa loro aggressività ad aver permesso la continuazione della specie. E comunque, essendo loro stessi una minaccia, non temono l’attacco di altri animali. Anche perché tutto il resto della fauna si guarda bene dal dar loro fastidio!

F.C.