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La scelta di un animale: le differenze tra le specie e i bisogni dei bambini

Pet therapy e le differenze tra animali

Ecco un piccolo sunto delle predisposizioni di alcune specie applicate nei casi dei Pet therapy e mirate a determinate problematiche del bambino ma anche degli adulti.

CANI
Alcune razze sono più predisposte alla pet therapy come ad esempio o Labrador o i golden retriever. Il cane viene utilizzato in progetti mirati con anziani ospiti di case di riposo, disabili, persone con sindrome autistica, bambini con difficoltà comportamentali. Si tratta di un animale che crea complicità e affetto oltre che in base all’indole della specie tende a sottomettersi come nelle dinamiche del capobranco. Il cane produce una relazione gratificante e rafforza autostima. E’ importante per i bambini con problemi e disturbi emotivi o che soffrono di un disagio sociale. Inoltre, può essere utilizzato per problemi fisici e deambulatori in un percorso di agility.

GATTI

A differenza del cane, il gatto si rivela utile nei casi di patologie legate allo stress, disturbi depressivi, sindrome ansiogena e problematiche comunicativo-relazionali. Il gatto non si affida all’uomo e stimola il rapporto, portando anche all’autocontrollo. Il contatto sensoriale è piacevole visto che il suo pelo è morbido ed è rilassante. Al contempo, nel percorso di pet therapy sono anche utilizzati per sviluppare una consapevolezza di un avvicinamento graduale nell’occuparsi dei felini.

 PICCOLI MAMMIFERI

Nel caso dei piccoli roditori e mammiferi di piccola taglia, come criceti, conigli e porcellini d’india, sono spesso suggeriti a persone con problemi minori e sono considerati dei “facilitatori relazionali”. Ad esempio vengono introdotti in programmi mirati nei carceri, come il topolino protagonista del film cult “Miglio verde”.

EQUIDI

Cavallo: l’ippoterapia e o il movimento del cavallo spesso è utile nel riabilitazione motoria. La relazione con il cavallo stimolata dall’aspetto e il fascino della specie contribuisce alla cura di disturbi muscolari, neurologici, post-trauma e nelle disabilità con forte componente fisica. Tuttavia, non è da escludere anche la sua applicazione in casi di disagio e disturbi emotivo-relazionali. Ciò consiste anche nel costruire una fiducia fino al punto di montare sull’animale.

Asini:
, l’onoterapia sfrutta alcune caratteristiche proprie dell’asino, quali la piacevolezza al tatto, la taglia ridotta, la pazienza, la lentezza dei movimenti, che tendono alla ripetizione monotona, per creare un tipo di relazione rassicurante e progressiva, motivo per cui viene destinata principalmente a persone con disturbi psichiatrici o comportamentali e disabili motori, ma non mancano i risvolti più specificamente educativi (come in genere per qualunque progetto che implichi la presa in cura di un essere vivente) per cui l’asino può essere agevolmente impiegato in attività ricreative (passeggiate) o inserito in progetti educativi, anche di gruppo.

VOLATILI
Gli uccellini come i pappagalli possono aiutare a rallegrare l’umore. Inseriti in programmi per gli anziani, contribuiscono a ridurre anche l’aggressività .

ACQUARI

Come per i piccoli roditori, pesci e tartarughe, sono adatti a sindromi collegate allo stress, riducono ansia e stati depressivi. Inoltre portano ad una presa in carico di responsabilità.

C.D.