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L’estate è alle porte così come le nostre “amiche” meduse: quali sono i rimedi?

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Human hands holding a sea violet jellyfish

Ogni estate è ormai diventata tradizione inventare dei metodi fai da te contro punture di tracine, pizzicate di granchi e ustioni da medusa. Ma di recente sono stati condotti due nuovi studi che ci spiegano il motivo e i rimedi efficaci contro le famose ustioni da medusa.

Per cominciare dovremmo specificare che le meduse amano solo alcuni tipi di habitat marini, ragion per cui in mo,ti mari sono inesistenti. Elenchiamo i fattori di crescita: il primo è la salinità e la temperatura dell’acqua, le meduse amano l’acqua di media temperatura per cui nelle baie con poco ricircolo d’acqua sarà facile trovarle, in secundis la pesca elevata di tonni e pesci spada i quali sono ghiotti di meduse dimezzavano di parecchio il numero.

La prima cosa che dobbiamo sapere è che le meduse non avendo un apparato locomotore non nuotano volontariamente ma fluttuano nelle correnti, per cui non sono loro a pungerci ma noi a urtarle. I tentacoli delle meduse contengono le cnidocisti, piccoli organi urticanti che contengono il veleno per difendersi dai predatori e per paralizzare una potenziale preda. Gli cnidociti si appoggiano alla nostra pelle e rilasciano il loro veleno che può essere più o meno urticante per l’uomo.

COSA FARE QUANDO SI è PUNTI DA UNA MEDUSA?

I ricercatori della University of Hawaii hanno pubblicato uno studio sulla rivista Toxins che sfata alcuni miti in proposito e propone alcuni rimedi per il dolore e il bruciore.

La prima cosa è uscire dall’acqua. Poi occorre lavare la parte colpita con ACQUA DI MARE perchè l’acqua dolce favorisce la fuori uscita del veleno. L’acqua del mare pulisce bene la pelle dai residui di veleno rimasti e ritarda la fuoriuscita dello stesso.

Se fosse reperibile potremmo usare DELL’ACETO BIANCO che si è dimostrato in grado di “spegnere” le cellule che si sono appiccicate alla nostra pelle, soprattutto nel caso di puntura di Alatina alata, una cubomedusa diffusa nell’oceano Pacifico. Così facendo non provocheranno altri danni se, durante il successivo lavaggio, le sposteremo su altre zone dell’epidermide.

In seguito i filamenti dei tentacoli che si fossero attaccati alla pelle vanno rimossi con una pinzetta e, infine, è bene tenere al caldo la parte danneggiata.

COSA DOBBIAMO EVITARE?

Mai raschiare la pelle con asciugamani o strumenti o con la sabbia, mai applicare ghiaccio anche se ci sentiremo caldi perche il ghiaccio terrà conservato il veleno che si sprigionerà in secondo luogo.

MAI usare Il calore di una pietra o della sabbia non servono assolutamente perché per annullare le tossine bisognerebbe raggiungere 40-50 gradi. Nemmeno l’ammoniaca serve: non sono disattivanti della tossina delle meduse e potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita.

L’URINA? NO! L’urina non funziona, perche come detto l’ammoniaca non disattiva le tossine. L’urina ha la stessa funzione dell’acqua, anzi a volte varia in base alla dieta che facciamo per cui potrebbe anche scatenare ustioni più gravi.

«Non ci sono antidoti specifici per questi veleni – spiega Ferdinando Boero, biologo marino dell’Università del Salento – che tuttavia sono termolabili, cioè si degradano ad alte temperature».

Uno dei rimedi più efficaci, che si può trovare nelle farmacie, è un gel astringente al cloruro di alluminio: blocca la diffusione delle tossine e lenisce la sensazione di prurito. Gli spray lenitivi a base di acqua di mare e sostanze astringenti naturali funzionano altrettanto bene. Creme al cortisone o contenenti antistaminico, invece, sono inutili perché entrano in azione solo dopo 30 minuti dall’applicazione e cioè quando il massimo della reazione è esaurita naturalmente.