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Animali in condominio, Cassazione: responsabilità di chi detiene il cane

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Animali domestici in condominioSentenza Corte di Cassazione su animali in condominio

In Italia, secondo un indagine Assalco-Zoomark sono oltre 12 milioni le famiglie che possiedono animali domestici. La loro diffusione varia in base alla composizione delle famiglie , ma restano comunque numeri impressionanti, con quasi un animale domestico per italiano.

A fronte di tale diffusione, bisogna affrontare però l’avversione di chi animali non ne ha, e che non ne gradisce la presenza nei condomini delle nostre città.

L’art. 1138 del Codice Civile, come modificato dalla nuova legge n. 220/12 sul condominio, al comma 4 stabilisce chiaramente che “Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

Ovviamente però ci sono alcune regole di comportamento che vanno seguite ad esempio: non va superata la soglia della normale tollerabilità.

L’abbaiare notturno del cane infatti non deve “rovinare” il sonno del vicinato altrimenti si può incorrere in salate sanzioni al quale non ci si può appellare semplicemente affermando :” il cane non è mio”.

La sanzione non verrà applicata a chi è intestato il cane all’anagrafe canina, bensì a chi in quello specifico momento detiene il cane in casa.

Animali in condominio: cosa dice la legge

La Corte di Cassazione ha cercato di fare chiarezza, ribadendo più volte che si deve fare riferimento sempre del codice penale:

Art.659 c.p.: “Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 309“.

Sfuggirà alla condanna il proprietario dell’animale che abbia disturbato solo i vicini e non l’intera zona o palazzo (Cassazione 16677/2018).

Per una convivenza serena con i vicini di casa bisognerebbe sempre cercare di attenersi alle regole di buona educazione, essendo sempre rispettosi e ricordando sempre che “la propria libertà finisce dove comincia quella altrui”.

L.L.

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