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Cane soffre da solo in casa: ecco le parole magiche da dirgli prima di uscire

Ogni volta che il cane rimane da solo in casa soffre per via della vostra assenza? Ecco cosa fare per farlo stare meglio.

Cane triste
Cani che guardano fuori dalla finestra (Canva – Amoreaquattrozampe.it)

Sebbene di primo acchito il fatto che Fido non voglia separarsi da noi possa sembrarci lusinghiero, in realtà non è affatto un comportamento positivo. Spesso, infatti, potrebbe essere spia di problemi di ansia che rischierebbero di determinare l’insorgenza di disturbi comportamentali. Cosa fare se il cane soffre quando rimane da solo in casa, anche per tempi molto brevi? Ecco cosa sapere a riguardo.

Ansia da separazione nel cane: i sintomi a cui prestare attenzione

L’ansia da separazione si manifesta quando il peloso manifesta segnali di stress e paura al momento di seprararsi dalle persone a cui è più legato.

Ansia da separazione cane
Cane triste (Canva – Amoreaquattrozampe.it)

Quali sono i sintomi con cui Fido esterna il suo disagio? In primo luogo, è bene specificare che i segnali di ansia nel cane possono variare da manifestazioni lievi a disturbi anche molto gravi.

Secondo uno studio, tra le spie di stress che più comunemente si manifestano nel quattro zampe nel momento in cui viene lasciato solo ci sono:

  • distruggere la casa (rilevata nel 71% dei casi);
  • abbaiare eccessivamente (61% dei cani esaminati dagli studiosi);
  • problemi gastrointestinali (presenti nel 28% degli esemplari).

Tra gli altri possibili sintomi di ansia da separazione nel cane troviamo:

  • Tachicardia;
  • Fido ansima o piange;
  • Il cane cammina di continuo e segue i suoi proprietari;
  • L’animale cerca di fuggire;
  • Fido si lecca in maniera compulsiva;
  • Il quattro zampe risulta aggressivo.

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Cosa fare se il cane soffre quando è solo in casa

Non è possibile stabilire con certezza quali cause determinano l’ansia da separazione nel cane.

Tra i possibili fattori scatenanti che portano il cane a soffrire in nostra assenza ci sono:

  • Abbandono;
  • Morte del precedente proprietario di Fido;
  • Maltrattamenti;
  • Assenza prolungata di un membro della famiglia.

Per aiutare Fido, è indispensabile farlo abituare progressivamente alla nostra assenza. Occorrerà cominciare anche quando siamo in casa, evitando che il quattro zampe stia costantemente al nostro fianco.

Ad esempio, potremmo chiudere la porta quando siamo in un’altra stanza, o fargli trascorrere del tempo in giardino mentre siamo all’interno dell’abitazione, e viceversa.

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Non dovremo lasciarci intenerire e convincere dal pianto di Fido. Qualora l’animale si comporti bene e riesca a trascorrere del tempo in autonomia, quando si ricongiungerà a noi potremo premiarlo con il suo snack preferito così da incentivare questo comportamento.

Attenzione, infine, alle parole che sussurriamo al nostro amico a quattro zampe quando stiamo per uscire di casa: c’è il rischio che anche il nostro atteggiamento provochi l’ansia nell’animale.

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Fido, infatti, è in grado di percepire il nostro senso di colpa e la nostra tristezza dal tono di voce.

Quindi, dovremmo evitare di dirgli frasi come “Amore scusa, ti prometto che torno presto” e non fargli troppe coccole.

Molto meglio far finta di nulla e salutarlo velocemente: in questo modo capirà che è un gesto del tutto normale e che non ha nulla di cui preoccuparsi.