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Come si comporta un cane abbandonato e come recuperare il suo trauma emotivo

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AMBIENTAZIONE IN CANILE O IN RIFUGIO

Dopo il forte stress iniziale e il disorientamento affettivo, il cane precipita in un malessere che lo allontana. Questa fase si chiama di “de-socializzazione”. Il trauma legato alla perdita dei riferimenti affettivi provoca un dolore immenso nell’animale che si sentirà preda di ogni pericolo. Spesso accade che cercherà per giorni e settimane il padrone, facendo avanti indietro in maniera ossessiva. Comportamenti di disagio che impongono maggiore attenzione da parte dei volontari che dovranno rassicurare costantemente l’animale, portandolo in passeggiata, accarezzandolo o portarlo in toeletta. Ovvero, attività alle quali il cane era abituato con i padroni.

Tuttavia, gli esperti ricordano che spesso dopo una prima fase iniziale in cui il cane contraccambia l’affetto dei volontari, vi è il rischio che cada in una sorta di “depressione” o di distacco dagli umani, entrando nella fase di de-socializzazione.

Si tratta di un comportamento davvero difficile da gestire. In alcuni casi, questo sentimento può colpire i cani anche dopo diversi mesi dall’abbandono. Non solo rifiutano l’interazione con le persone ma tendono ad isolarsi anche dai loro simili, optando per la loro cuccia e passando la maggior parte del tempo a dormire. Un malessere che diventa patologia e porta i 4zampe anche ad atteggiamenti nevrotici: rifiuto del cibo, autolesionismo come ad esempio il mordersi ripetutamente fino al sangue le zampe e i polpastrelli. L’entusiasmo di fare conoscenza lascia posto alla desolazione e alla solitudine e al rifiuto di interazione. In questi casi è molto difficile il recupero in quanto il cane necessita di un rapporto affettivo diretto e di un ambiente in cui si sente a casa. Se viene adottato, saranno necessari anche due mesi prima che possa tornare a comportarsi in modo coretto.

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