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I principali canali della comunicazione tra cani: vocale, visivo-corporeo, olfattivo

Quali sono i principali canali di comunicazione tra cani, che consentono loro di interagire e scambiare informazioni? Scopriamolo insieme.

cane che abbaia (Foto Pixabay)
(Foto Pixabay)

Si sente molto parlare di come funziona il linguaggio dei nostri quattro zampe, per poter stabilire una comunicazione “efficiente” tra cane e padrone. Raramente cerchiamo di approfondire quale sia invece la comunicazione tra cani e attraverso quali canali avvenga. Esploriamo insieme il mondo dell’interazione canina in questo articolo.

I principali canali della comunicazione tra cani

La comunicazione tra membri della stessa specie si rivela fondamentale non solo per creare un rapporto tra membri dello stesso gruppo, ma anche per capire le dinamiche e i meccanismi che ci sono dietro ad alcuni atteggiamenti dei nostri adorabili fedeli compagni.

Il cane abbaia quando esci
(Foto Adobe Stock)

Inoltre, imparare a capire come avviene l’interazione tra cani potrebbe essere utile a prevenire alcune situazioni di pericolo e ad interpretare dei segnali che possono verificarsi, ad esempio, quando durante una passeggiata incontriamo un cane che si mostra diffidente nei confronti del nostro amico a quattro zampe.

Gli esperti ricordano che vi sono tre principali canali di comunicazione tra cane:

  • quello vocale, ovvero quello che passa attraverso lo sguardo;
  • quello visivo-corporeo, che agisce attraverso i movimenti;
  • quello olfattivo che passa attraverso gli odori.

Comunicazione vocale

Il primo canale di comunicazione tra cani è quello di tipo vocale.

Perché il cane abbaia di notte
(Foto Adobe Stock)

Possiamo distinguere tra sei principali tipologie di vocalizzazioni, ognuna delle quali ha un significato e che possono essere associate tra loro. Nella maggior parte dei casi, il cane comunica attraverso la voce il proprio stato d’animo.

Con l’abbaiare il cane vuole dare un avvertimento richiamando l’attenzione e che può variare nella motivazione: dall’intrusione di un estraneo, all’avvistamento di qualcosa di anomalo.

La predisposizione ad abbaiare varia anche in base alle razze. Alcuni pelosetti, come il Volpino di Pomerania, tendono ad utilizzare più spesso questo canale di comunicazione.

In secondo luogo, vi è l’uggiolio, che è una vocalizzazione più infantile che viene utilizzata quando il cane vuole ottenere qualcosa, sia da un altro cane che da un essere umano, segnalando però che non si tratta di una minaccia.

Segue il guaito, che è una manifestazione di paura o di dolore. Mentre il ringhiare del cane è un avvertimento che diventa minaccioso e che si può presentare associato ad un abbaio o alla possibile aggressione.

Si arriva all’ululato del cane: si tratta di una vocalizzazione arcaica ereditata dal lupo che ulula per delimitare i suoi confini, per dare l’allarme o per farso localizzare.

Infine, come ultimo tipo di vocalizzazione vi è il sospiro, che può rivestirsi di un significato di soddisfazione e benessere se emesso ad occhi semichiusi o d’insoddisfazione se emesso ad occhi aperti, come quando ad esempio il cane vuole uscire e nota che il proprietario non ci pensa minimamente.

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Canale visivo-corporeo

Tra i canali di comunicazione tra cani rientra quello visivo-corporeo: con il linguaggio del corpo, il cane esprime le sue intenzioni e trasmette le proprie emozioni o desideri.

cane occhio chiuso
(Foto Pexels)

Inoltre, attraverso il linguaggio del corpo si palesa la gerarchia nel branco. Anche in questo caso, ci sono tre principali tipi di comunicazione visiva-corporea.

A cominciare dal linguaggio del corpo, per cui se il cane s’impettisce e sembra più grande, vuole trasmettere sicurezza mentre un atteggiamento contrario significherà sottomissione e pacificazione.

Segue l’espressività del muso, per cui è necessario osservare molto bene l’insieme dei segnali inviati dagli occhi, dalla bocca, dalle orecchie e dalla fronte.

Ad esempio un cane che guarda fisso un altro esemplare negli occhi senza battere le palpebre significa che si tratta di un animale sicuro di sé.

Infine, come terza e ultima tipologia, vi è il linguaggio della coda, che si rivela un elemento fondamentale del loro linguaggio per cui attraverso la coda il cane comunica i suoi diversi stati d’animo.

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Comunicazione attraverso l’olfatto

Approdiamo infine all’ultimo canale di comunicazione tra cani, che passa attraverso l’olfatto.

cane annusa pancia stomaco olfatto naso
(Foto Pinterest)

Tra tutti gli animali, i cani sfruttano molto questo sistema, con cui veicolano e ricevono messaggi di vario tipo, che passano dagli odori di feci, urina e secrezioni ghiandolari.

Si tratta di un sistema di comunicazione che dura molto di più nell’ambiente del cane.

Questo tipo di comunicazione olfattiva avviene per via dei feromoni che trasmettono tutto lo status del cane: sociale, emotivo, fisiologico, la sua età, i rapporti genetici.

Inoltre, i feromoni influiscono sull’ovulazione e la sincronizzazione dell’estro nelle cagne e possono agire come stimolo sessuale.

Ad esempio, spesso vediamo i nostri adorabili cuccioli annusarsi nella regione anale.

In quell’area ci sono le ghiandole perianali, che secernono vari tipi di feromoni e le ghiandole perianali che si svuotano al passaggio delle feci. Quando vengono “spremute” emanando un cattivo odore, in caso di forte stress o paura.

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