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Il Criollo: un cavallo argentino

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Origine storica: La parola “Criollo” letteralmente significa “di origine spagnola” ed è un termine generico che indica una varietà di cavalli sudamericani imparentati, compresi il Crioulo Braziliero, del Brasile, e il robusto Llanero da mandriano del Venezuela, non molto diverso all’Argentino Criollo da cui discende. Si dice che nel saccheggio e successivo incendio di Buenos Aires della metà del ‘500 le centinaia di cavalli arabi, berberi e andalusi portati dagli spagnoli scappassero nelle pampas e lì si riproducessero in libertà selezionati per quattro secoli dalle durissime condizioni ambientali, determinando il tipo criollo.

Attitudini: Cavallo da sella dalla eccezionale resistenza. Vivendo allo stato semi-brado solo in seguito ad un mirato addestramento e manipolazione può diventare un cavallo adatto ad essere montato e al contatto con l’uomo.

Caratteristiche morfologiche: Altezza del garrese142 -152 cm, il colore del mantello è Isabella con estremità, coda e criniera scure con riga di mulo, è il colore più frequente, ma vi possono anche essere cavalli roani o sorcini, sauri, bai o palomini. In particolare il roano vinoso è un colore diffuso per il Criollo, spesso con numerose chiazze bianche sul corpo. Questa razza solida e rustica è in grado di resistere a temperature molto rigide e a sopravvivere anche con pochissimo cibo. Di corporatura tozza il Criollo presenta un collo corto e grosso e la testa di medie dimensioni con un profilo convesso. Gli occhi sono disstanti e gli orecchi sono mobili, il garrese è ben definito, la spalla è robusta, il petto è ampio, il dorso breve e i lombi muscolosi. Gli arti sono solidi con buona circonferenza, stinco corto e piedi piccoli ma robusti.