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Anche il comune di Volterra obbliga i proprietari a pulire la pipì dei cani

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Street art, cane urina per strada

Volterra obbliga i proprietari a pulire la pipì dei cani

Lo chiamano “decoro urbano” eppure le ordinanze che sempre più comuni italiani stanno approvando sono limitazioni alle libertà dei cittadini.

Da una parte la cementificazione del territorio, dall’altra la privatizzazione dei serivzi come l’acqua, un bene comune, per non parlare delle probelematiche legate alla deforestazione o alla manutenzione ordinaria nella gestione dei rifiuti, pulizia delle aiuole o potatura degli alberi. Quello che deturpa il paesaggio non sono le insegne luminose e volgari dei pannelli pubblicitari, gli abusi edilizi o le buche sul manto stradale, la segnaletica fattiscente, bensì la pipì dei cani.

In realtà, è sufficiente una piccola pioggiarellina fine, per risvolere il problema. Oppure, sarebbe anche più semplice creare spazi verdi e non solo aree per i cani per evitare la problematica. Ma questo comporterebbe dei costi aggiuntivi che le amministrazioni non vogliono assumersi e preferiscono far ricadere i costi sui cittadini, che in questo caso pagono privandosi della propria libertà.

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Scultura cane che urina

Obbligo pulizia pipì dei cani

Dopo Pasqua, dopo l’obbligo pulizia pipì dei cani nei comuni liguri, i proprietari dei cani, residenti a Volterra, dovranno essere muniti di una bottigilia d’acqua e saranno obbligati a pulire la pipì dei cani. Per chi non lo fa, andrà incontro ad una multa.

“Trascorso un periodo ragionevole di tolleranza, ai trasgressori verrà applicata una sanzione amministrativa”, assicurano le autorità comunalil

“Si tratta di un provvedimento a favore del decoro urbano. Spesso sarebbe sufficiente una buona dose di buon senso ma, purtroppo, non sempre è così ed allora occorre intervenire con misure adeguate”. E’ quanto ha sostenuto il sindaco di Volterra, Marco Buselli.

Il buon senso richiesto ai cittadini proprietari dei cani dovrebbe essere reciproco e non univoco.

Le limitazioni provocano disagi e soprattutto ricadono sugli animali che non si possono difendere. Queste ordinanze portano in una sola direzione. Quella di considerare gli animali beni di lusso. Anziché andare incontro alle esigenze di chi ha un animale domestico, vengono imposti ostacoli sempre più difficili da superare. L’educazione passa non attraverso le imposizioni ma bensì con la sensibilizzazione.

C.D.