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Dopo il gelo e il terremoto, mucche e pecore hanno una nuova ‘casa’

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(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Si torna a parlare degli effetti del post terremoto nel Centro Italia, che sono visibili non solo per gli uomini, ma anche per gli amici a quattro zampe. Nei giorni scorsi era stato diffuso un video  realizzato dai Vigili del Fuoco, intervenuti di recente nell’entroterra maceratese.

I pompieri sono dovuti entrare in azione per rifocillare un branco di cani pastore rimasti isolati nella piccola Casali, frazione di Ussita, tra i centri del maceratese maggiormente colpiti soprattutto dalle due scosse del 26 ottobre e poi da quella della domenica successiva, il 30 ottobre.

I Vigili del Fuoco sono saliti a bordo di un fuoristrada verso Casali e hanno portato da mangiare agli animali, supplendo così al ruolo degli operatori veterinari che ovviamente non hanno la stessa disponibilità di mezzi e rischierebbero troppo.

In aiuto agli allevatori e agli animali delle Marche, la regione che più ha sofferto dei ritardi nella realizzazione di strutture provvisorie, arriva ora una soluzione promossa da Coldiretti di Treviso e di Ascoli Fermo e dall’azienda Extend di Cittadella in provincia di Padova. Emilio Tosetto, l’amministratore unico dell’azienda, ha lanciato l’idea di donare una tendostruttura agli allevatori in difficoltà.

Questa tensostruttura, consegnata presso l’azienda Petrelli Carni ad Acquasanta Terme in provincia di Ascoli, è stata montata a tempi di record da 10 installatori, inviati da Extend, ed è ora diventata una stalla capace di ospitare 250 vacche e 1000 pecore sia dell’azienda che di altri allevatori terremotati della zona.

I numeri che riguardano gli animali salvati dopo le varie scosse che hanno colpito il Centro Italia sono considerevoli e di recente anche la scrittrice Silvia Ballestra ha documentato alcune di queste operazioni nel suo ultimo libro, ‘Vicini alla terra’, grazie soprattutto al contributo dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali.

Proprio i volontari di questa organizzazione, nella settimana successiva alla scossa del 30 ottobre hanno soccorso circa 800 animali tra i quali 69 sono stati quasi immediatamente restituiti ai proprietari. Enpa nel corso di questi mesi ha continuato a  a denunciare, come già segnalato in diversi appelli all’indomani del sisma, che molte strutture “continuano in molti casi a chiudere le porte agli animali”.

Più di recente, la LAV ha comunicato il numero degli interventi operati dal 24 agosto scorso nei territori colpiti dal terremoto. Oltre 100 sono stati gli episodi in cui è stato offerto soccorso a cani, gatti ma non solo: anche mucche, galline, pesci, uccelli di varie specie ed anche una tartaruga marina sono risultati essere oggetti dell’attenzione dei volontari della Lega Anti Vivisezione.

Particolarmente grave è risultato essere il bilancio delle ultime calamità naturali, che hanno colpito il Centro Italia a metà gennaio: a causa del freddo e del terremoto, infatti, in pochi giorni morirono oltre mille animali. Le scosse assieme a neve e gelo hanno provocato crolli ed ora stanno esponendo al freddo estremo mucche, maiali, capre, pecore e simili.