Home Cronaca Un piccolo yorkshire lo insegue mentre fa jogging: lui l’uccide senza pietà

Un piccolo yorkshire lo insegue mentre fa jogging: lui l’uccide senza pietà

CONDIVIDI

Un piccolo dramma che si è consumato in Belgio dove nella Campagna di Olne, un dolce yorkshire di nome Violette è stato barbaramente ucciso da un uomo che stava facendo jogging.

Secondo le indiscrezioni, riportate dai media locali, il povero animale era di fronte alla sua abitazione, lungo un sentiero di campagna, con gli altri cani della famiglia. Ad un certo punto, la piccola Violette vedendo passare il corridore gli si è messa ad abbaiare contro, inseguendolo. Un comportamento che è risultato fatale alla piccola cagnolina che è stata uccisa da quell’uomo.

Per Violette era solo un gioco e la stessa padrone, intervistata dai quotidiani locali ha spiegato che “Violette ha abbaiato come sempre. I miei cani sono liberi perché non sono cattivi e non mi piace tenerli legati per questo Violette ha potuto seguire quell’uomo”.

Lo sportivo, interrogato dalle forze dell’ordine si è difeso sostenendo che il cane lo aveva morso e di aver preso un pezzo di legno per allontanarlo. Colpendolo sulla testa, il cagnolino sarebbe invece morto sul colpo. Alla scena aveva assistito il figlio della proprietaria di Violette che si è messo a correre dietro all’uomo, riuscendolo a bloccare fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

La tesi dello sportivo è stata respinta dalla proprietaria del cane la quale ha assicurato “non ha mai morso nessuno”. Ci sono molte persone che corrono davanti casa ma nessuno se l’è mai presa con Violette in quel modo. La donna  ha poi sottolineato che l’aguzzino della piccola Violette in realtà, in passato, se l’era già presa con un altro cani sempre di sua proprietà.

I proprietari di Violette hanno presentato una denuncia. Ma il corridore non rischierebbe nulla mentre i padrone di Violetta potrebbero invece ricevere una sanzione amministrativa per aver lasciato i suoi cani liberi. Infatti, la polizia avrebbe ritenuto che si sia trattato di legittima difesa, ricordando di aver più volte richiamato i proprietari, intimandoli a tenerli legati o chiusi.

Un caso significativo sulle dinamiche della convivenza e sopratutto sull’intolleranza di molte persone. Da un punto di vista civile, niente può giustificare un’azione del genere, tanto più che si sia trattato di un cane di piccola taglia. I cani in libertà possono rivelarsi un pericolo per la viabilità stradale oppure se in branco potrebbero diventare aggressivi. In ogni caso, quello che è mancato in questo caso è sicuramente la comunicazione tra persone. Molto probabilmente, visto che vi era stato un precedente, l’uomo poteva rivolgersi ai proprietari e non di certo agire in quel modo. Resta l’amarezza e la rabbia per la perdita di una creatura indifesa che aveva l’unica colpa di essere se stessa: ovvero un cane che abbaia e corre.