Cani e gatti: quale specie è la più intelligente? Uno studio risponde alla domanda

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By Elisabetta Guglielmi

Curiosita

Chi vive con cani e gatti si sarà spesso chiesto quale tra le due sia la specie più intelligente: uno studio risponde alla domanda.

Cani e gatti: quale specie è la più intelligente?
Cane e gatto: quale specie è la più intelligente (Collage screenshot Foto di Jamie Street su Unsplash a sinistra e Foto di knirps07 da Pixabay a destra – amoreaquattrozampe.it)

Ci sarà chi ama di più la compagnia dei gatti e chi ama di più quella dei cani. Entrambe queste specie, le più diffuse nelle case delle famiglie umane di tutto il mondo, hanno caratteristiche uniche che le rendono tra le più amate del regno animale. Ma quale di queste si caratterizza per una maggiore intelligenza e per maggiori capacità cognitive? Recenti ricerche condotte dallo studioso Attila Salamon dell’università ungherese ELTE hanno tentato di rispondere a questi interrogativi.

Le ricerche sulle capacità cognitive di cani e gatti: i risultati dello studio condotto dall’Università ungherese

Nuovi studi condotti dall’ELTE hanno testato le capacità cognitive di cani e gatti, analizzando quale delle due specie rispondesse meglio ai gesti della comunicazione umana. Un ruolo cruciale nel rapporto che cani e gatti hanno con gli esseri umani è riscontrabile nella storia dell’evoluzione di questi animali e del loro addomesticamento.

Cani e gatti: quale specie è la più intelligente?
Cucciolo i cane di razza Pastore del Bernese e gatto europeo (Screenshot Foto di Andrew S su Unsplash – amoreaquattrozampe.it)

La storia dell’addomesticamento di cani e gatti

L’indagine condotta dal dottor Salamon è partita proprio da una riflessione sull’addomesticamento dei cani, che già quattordici mila anni fa erano utilizzati dall’essere umano in diverse attività, dalla caccia alla guardia del bestiame e delle proprietà. Perché fosse possibile che cani e umani si comprendessero e vivessero gli uni accanto agli altri ha rivestito grande importanza la comunicazione. I cani, antenati dei lupi e abituati alla vita in branco, hanno adattato le loro abitudini all‘organizzazione gerarchica della società umana e al nuovo ruolo che veniva loro richiesto. Maggiormente predisposti a comprendere i segnali della comunicazione umana, i cani si sono rivelati degli ottimi compagnia di vita per le persone.

L’origine del gatto domestico, o Felis catus, è invece più recente di quella dei cani. Pur risalendo a diversi milioni di anni fa in Africa e derivante dal risultato di un incrocio tra Felis Sylvestris e Felis Lybica, il primo incontro tra il gatto e l’uomo è avvenuto in Medio Oriente circa dieci mila anni fa; ma è solo in Egitto nel III millennio a.C. che nasce l’identità domestica del gatto. Tramite i contatti commerciali i gatti arrivarono in Grecia, per diffondersi poi in tutta Europa. Nonostante le antiche origini, l’addomesticamento vero e proprio del gatto è quindi piuttosto recente e risale a pochi secoli fa.

Cani e gatti: quale specie è la più intelligente?
Cane che indossa gli occhiali (Screenshot Foto di Jamie Street su Unsplash – amoreaquattrozampe.it)

Con la diffusione dell’agricoltura e il passaggio da uno stile di vita migratorio a uno sedentario, i gatti hanno iniziato ad avvicinarsi ai nuclei abitativi, cacciando roditori e altri piccoli animali che distruggevano i raccolti. Sia i felini sia gli esseri umani si resero presto conto che una loro convivenza sarebbe potuta rivelarsi vantaggiosa per entrambe le parti. A differenza dei cani, però, i gatti non hanno mai dovuto la loro sopravvivenza alle persone.

Cani e gatti: quale specie ha maggiori capacità cognitive?

Gli studiosi hanno messo alla prova le capacità cognitive ed empatiche di cani e gatti, al fine di comprendere in che modo le due specie rispondessero alla comunicazione umana non verbale. Per condurre l’esperimento, cani e gatti sono stati sottoposto a un semplice test: recarsi presso la ciotola contenente il mangime dopo aver visto un essere umano indicarla con il dito. Il gesto degli umani è stato interpretato come comunicativo solo dai cani, che ne hanno compreso il significato e si sono avvicinati alla ciotolina indicata.

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I gatti, invece, non hanno riconosciuto il gesto umano come comunicativo e non hanno risposto adeguatamente agli stimoli non verbali. Tra tutti i felini domestici che hanno partecipato all’esperimento, il sessanta per cento si è mostrato troppo agitato per proseguire il test. Del restante quaranta per cento, solo il tre per cento si è avvicinato alla ciotolina indicata, mentre gli altri hanno proceduto per tentativi prima di individuare il recipiente corretto.

Secondo le ricerche, dunque, i gatti avrebbero minori capacità cognitive rispetto ai cani, che invece rispondono meglio alla comunicazione con gli esseri umani. Ciò sarebbe dovuto proprio alla storia del loro addomesticamento, avvenuto in tempi più recenti rispetto a quello degli antenati dei lupi. (di Elisabetta Guglielmi)

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