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Dove dorme il gatto randagio: cosa è importante sapere

Dove dorme il gatto randagio e come fa a sopravvivere all’inverno? Vediamo, insieme, quali sono i suoi rifugi nel mondo esterno e come è possibile aiutarlo.

Dove dorme il gatto randagio
(Foto Unsplash)

Quando si possiede un micio domestico non si può fare a meno di pensare a come può essere diversa la vita di un gatto randagio. In questo periodo così drammatico, tenendo conto dell’arrivo dell’inverno, le giornate di un felino nella realtà esterna possono essere molto difficili. Vediamo, allora, dove dorme il gatto randagio e come lo si può aiutare se lo si incontra sul nostro cammino.

Dove dorme il gatto randagio

Un gatto randagio è costretto a scontrarsi con le difficoltà della sopravvivenza ogni giorno, dalla ricerca del cibo a quella di un posto in cui rifugiarsi per la notte. Vediamo quali sono i luoghi in cui lo sfortunato micio preferisce fermarsi per riposare e proteggersi dal freddo.

Il micio randagio dove dorme
(Foto Pixabay)

Nonostante il gatto randagio abbia molte più libertà rispetto a quello addomesticato, come quella di potersi muovere ovunque e stare lontano per ore, la sua quotidianità ha degli aspetti drammatici che, spesso, si dimenticano.

Un felino di strada vive stando poco a contatto con gli umani, di cui tende a diffidarsi pensando alla propria sicurezza. Il peloso selvaggio mantiene le distanze e fa di tutto per trovare un luogo nascosto, tutto per sé, dove poter dormire.

Il micio randagio, il quale può essere anche stato abbandonato o è scappato da casa, cerca i posti in cui può rilassarsi e non temere nulla.

Di solito, questo micio vive negli edifici di fabbriche vuote, nelle rovine, nei parcheggi e nei parchi poco frequentati dagli esseri umani.

Paura e dipendenza dall’umano

La paura nei confronti dell’umano condiziona molto la vita di questo predatore, intimorito e spinto, nella maggior parte dei casi, ad allontanarsi dal suo habitat naturale.

Per nutrirsi e sopravvivere, però, dipendono molto dalle persone, in quanto riescono a cibarsi, in alternativa, dei loro rifiuti nei centri urbani.

Molto spesso siamo tentati di portare a casa con noi un piccolo e spaventato micio che incontriamo per caso. Il nostro cuore ci dice di fargli questo regalo ma, prima di agire, occorre considerare alcuni fattori. Leggiamo meglio più avanti.

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Come aiutare un felino randagio: consigli pratici e utili

É il sogno di molti aiutare e adottare un gatto randagio. Per farlo, però, è importante seguire alcuni consigli, utili per approcciarsi al micio nel modo corretto e riuscire nel proprio intento. Ecco cosa dobbiamo sapere prima di avvicinarci ad un felino randagio.

Come dorme il felino randagio
(Foto Pexels)

Sono in molti gli amanti del felino a volersi fare avanti e cercare di addomesticarlo, un compito per nulla semplice. Un micio nato e cresciuto nella natura e senza un contatto umano costante può reagire in modo negativo.

Per sapere come addomesticare un gatto randagio, occorre sapersi muovere. Il primo trucco è farsi conoscere con calma.

Armandosi di tanta pazienza e mantenendo un approccio lento e dolce nei suoi confronti, bisogna convincere il micio a fidarsi di noi e fargli capire che non gli si farà del male.

Alcuni felini randagi imparano presto a fidarsi dell’umano, essendo anche socievoli. La tattica del cibo (piccoli snack) per attirare la sua attenzione e delle paroline delicate da sussurrargli mantenendo la giusta distanza.

Dove dorme il gatto randagio: i quattro fattori importanti

La reazione del micio dipenderà dalla sua situazione esistenziale. Ci sono degli importanti fattori che influenzano il suo comportamento e sono quattro: età, personalità, generazione, frequenza del contatto umano.

Ogni gatto ha il proprio carattere unico, indipendentemente dalla razza. Mentre alcuni sono diffidenti e sempre paurosi, altri sono più amichevoli e apprezzano la compagnia umana. L’età incide molto; un gatto anziano è ancora più intimorito e spaventato.

I mici abituati a vivere nelle colonie con tanti altri felini, sono nati già per strada e diventano, di conseguenza, randagi. Più un peloso vive all’esterno, più il suo carattere sarà selvaggio e poco socievole con chiunque.

Se il contatto con l’essere umano è poco frequente dalla nascita ci sarà pochissima disponibilità da parte sua a seguirci e a fidarsi di noi. Ma come abbiamo accennato, la strategia di offrirgli un buon pranzetto e allontanarsi una volta che glielo si è offerto, può convincerlo a seguirci.

Ricordiamo che non bisogna mai forzare il felino a compiere una scelta. Dovrà essere lui a decidere, se desidererà farlo, e venire a casa con noi.

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