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Garante per la tutela degli animali: l’iniziativa del Comune di Taranto

L’amministrazione comunale di Taranto ha pubblicato un bando per individuare un garante per la tutela degli animali: i dettagli dell’iniziativa.

Garante per la tutela degli animali: l'iniziativa del Comune di Taranto
(Foto Adobe Stock)

Il Legislatore ha attribuito a Regioni ed enti locali un ruolo di primo piano nella legislazione e regolamentazione della materia degli animali d’affezione, soprattutto per ciò che concerne la prevenzione e la lotta al randagismo. L’ultima iniziativa giunge dal Comune di Taranto, che ha pubblicato un bando al fine di individuare un esperto che assuma la carica di Garante per la tutela degli animali.

L’iniziativa

Fino al 15 settembre potrete candidarvi come Garante per la tutela degli animali d’affezione in quel di Taranto.

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Gatto e cagnolino (Pixabay)

L’iniziativa dell’amministrazione comunale della città pugliese non è passata di certo inosservata, e rappresenta un ulteriore piccolo tassello da aggiungere nel percorso di civiltà in cui la società si sta incamminando (almeno per ciò che concerne i cosiddetti animali d’affezione).

Il compito principale della figura sarà quello di fungere da intermediario tra l’amministrazione comunale e le associazioni animaliste del territorio tarantino, nonché verso ogni altra istituzione competente in materia.

Il Garante per la tutela degli animali raccoglierà altresì segnalazioni su maltrattamenti nei confronti degli animali, proporrà azioni e programmi per sensibilizzare la comunità, con particolare attenzione alla formazione ed informazione delle nuove generazioni, sul tema del randagismo e del correlato reato di abbandono.

Insomma, una figura a 360 gradi, che dovrà avere determinati requisiti. Tuttavia, leggendo il bando, apprendiamo che ciò che è richiesto è una riconosciuta esperienza e professionalità nella materia dei diritti degli animali, con il contestuale esercizio di attività che non siano in conflitto con il ruolo da svolgere.

L’unica nota stonata, ce lo si consenta, è la previsione della gratuità dell’incarico, che impedisce a chi abbia una solida preparazione in materia, e che voglia fare di questo ambito una ragione di vita, e perché no, una professione a tempo pieno, di potersi impegnare con tutte le sue energie nell’incarico, per ovvie ragioni.

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Il ruolo degli enti locali in materia di animali d’affezione

Sull’argomento la normativa di riferimento a livello nazionale è la Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione
del randagismo (la n. 281 del 1991), che, in verità, si limita a dettare principi e linee guida che gli altri enti territoriali, su tutte le Regioni, dovranno attuare.

gatto e cane
(Foto Adobe Stock)

I comuni sono investiti del compito di provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti o alla ricostruzione di rifugi per animali, nel rispetto di quelli che sono i criteri stabiliti dalle Regioni.

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Quest’ultime, di fatto, costituiscono il vero Legislatore della materia, regolando con proprie disposizioni normative, tra le altre cose, l’istituzione e gestione dell’anagrafe canina regionale, la prevenzione e la lotta al randagismo, le competenze dei comuni.