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Insegnare a 🐶 Fido ad ascoltarci: esercizi pratici di richiamo per il cane

Insegnare a Fido ad ascoltarci non sempre è facile. Ma con questi esercizi pratici sarà un gioco da ragazzi ottenere la sua attenzione. Vediamo come fare nell’articolo.

Insegnare a Fido ad ascoltarci
Cane gioca al parco (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Durante la convivenza con l’amico peloso, possono presentarsi delle circostanze strane in cui lui sembra non rispondere ai richiami del proprio padrone e questo può confondere e far restare male. Vediamo, in questo articolo, le cause possibili del comportamento e come insegnare a Fido ad ascoltarci.

Insegnare a Fido ad ascoltarci: le cause del suo comportamento

Da cosa può essere influenzato il cane, quando non riesce a comprendere i nostri comandi e sembra essere totalmente assente da una situazione? Ecco quali possono essere i problemi più comuni, nel rapporto Fido-padrone.

Il comportamento del cane
Esemplare non ascolta il padrone (Foto Pixabay – amoreaquattrozampe.it)

Ogni proprietario di un cane dovrebbe sapere, da subito, che scegliere di vivere con l’animale comporta molte più difficoltà di quanto si immagini.

Proprio come accade tra le persone, anche con un peloso possono nascere incomprensioni e problemi di relazione, dai più comuni e lievi a vere forme di patologie.

Dicendo questo non si vuole certo scoraggiare dall’adottare un cane, ma soltanto aiutare a prendere consapevolezza che bisogna aspettarsi di tutto, anche quando Fido diventa adulto.

Non c’è un’età precisa in cui compaiono i problemi nel rapporto con lui, perché tutto dipende dal periodo della sua vita, dalla relazione che ha con l’umano, dall’ambiente in cui vive ecc…

Vivendo con bau ogni giorno, si scoprono tanti lati del suo carattere, che solo con il tempo e con le esperienze condivise, possono venire alla luce.

Di conseguenza, le sue debolezze e i suoi difetti si scontrano inevitabilmente con la figura di riferimento, cioè il suo padrone.

Scoprire ciò che piace e cosa non piace a Fido è importante per farlo vivere al meglio insieme a noi e per donargli tutta la felicità.

Il fattore decodificazione nel cane

Troppo spesso, noi umani facciamo l’errore di comunicare con il cane parlandogli, come se stessimo parlando ad un’altra persona. Questo è sbagliato, perché Fido non può capire tutto e, quando ci ascolta (perché lo fa) non può reagire a ciò che non comprende.

In ogni contesto di vita, il peloso è impegnato a decodificare i messaggi che gli arrivano dal suo padrone (o dagli altri), decodificando un’azione o una parola che ascolta.

Per farlo, il cane si aiuta con uno strumento essenziale nella sua esistenza: l’olfatto, grazie al quale riesce a conoscere la realtà.

Fido fiuta cercando di trovare il senso a questa o a quella cosa, analizzando fino ad arrivare alla soluzione più plausibile. Non dobbiamo dimenticare che un cane necessita di parole chiare e semplici, di gesti comprensibili per intuire ciò che si chiede.

La pulsione predatoria nel cane

Non va sottovalutata neanche la predisposizione predatoria nell’animale domestico. Ad essa è difficile resistere, poiché alcune razze canine ci riescono di meno rispetto ad altre.

Se in una certa situazione, si insinua la presenza di un oggetto o di un altro animale, Fido continuerà ad essere distratto da essi e non risponderà agli stimoli dell’umano.

La pulsione predatoria si impossessa del cane, il quale non vede l’ora di annusare e di dare inizio all’inseguimento di qualcosa.

Va da sé che richiamare il peloso con un comando non avrà nessuna efficacia, essendo completamente preso da un altro obiettivo, più forte per lui.

Insegnare a Fido ad ascoltarci: il cane ascolta ma deve attendere

Possono verificarsi delle situazioni, soprattutto all’esterno, in cui si compie una comunicazione tra lui e altri simili e si assiste a dei messaggi in codice tipici della specie, difficili da capire per noi.

Ciò significa che, quando richiamiamo Fido e lui non risponde, in realtà ci sta ascoltando ma è impegnato nel colloquio con l’altro animale, per cui si muoverà soltanto una volta concluso.

In realtà, chiamare o urlare il nome del proprio cane in una simile situazione non fa che allungare il tempo e aggiungere tensione in un dialogo essenziale tra loro.

Come comportarsi, allora, in determinati contesti con lui? Come insegnare a Fido ad ascoltarci? Continuiamo la lettura più avanti.

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Fido e l’attenzione per l’umano: consigli

Come abbiamo detto, interferire nei contesti tipici del cane e dei suoi rapporti con gli altri animali, può condizionare negativamente la sua realtà e aggravare il rapporto con l’umano. Ecco dei consigli per procedere in modo lineare e sereno con Fido in certi contesti.

Gli esercizi da richiamo per Fido
Cagnolino ascolta il padrone (Foto Pexels – amoreaquattrozampe.it)

Fondamentale, nel rapporto sano e felice con il proprio cane, è instaurare una buona relazione, che non si basa soltanto sulla obbedienza di Fido ai nostri comandi.

Quando si ottiene l’attenzione di Fido e si continua con i comandi base, come “Andiamo”, “Aspettami qui”, “Vieni” lo si sta portando sulla strada della costrizione, ma quanto affetto c’è?

Il segreto, in un buon rapporto con bau, è esternare una richiesta e non un comando. Qui è la differenza di una relaziona sana che si basi sulla comprensione giusta da parte sua.

A tale impostazione va messa in conto una non risposta o una reazione negativa, essendo una richiesta, quindi senza la pretesa di un obbligo forzato da parte dell’animale.

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Su cosa si deve basare un buon rapporto tra l’umano e il suo cane? Su alcuni elementi indispensabili, quali rispetto, fiducia, intesa, interesse, comprensione e cooperazione.

Tra noi e il peloso deve avvenire un dialogo costante, quindi non un monologo di regole e ordini che partono esclusivamente dal padrone umano, che non farà che infierire e rovinare il rapporto.

Questi preziosi elementi (il segreto dell’amicizia con il cane) portano alla creazione di esperienze condivise, in casa e nel mondo esterno, necessarie per la crescita e la formazione di un mondo comunicativo in lui.

Il tempo vissuto insieme è la base della relazione che può evitare fratture e problemi comportamentali, perché non prevede esercizi protocollati e punizioni continue, che lo danneggiano.