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Curiosità

Migliaia di chilometri sospese nel cielo: l’incredibile avventura delle libellule

I viaggi migratori delle libellule sono un fenomeno da osservare e studiare, perché non ci parla sono di insetti che si spostano da una parte all’altra del pianeta.

Migliaia di chilometri sospese nel cielo: l’incredibile avventura delle libellule (Amoreaquattrozampe.it)

Quando si parla di migrazioni animali, subito il nostro primo pensiero è per gli stormi di uccelli che attraversano oceani o per le grandi mandrie che percorrono le pianure africane, ma ci sono altri tipi di migrazioni, che riguardano altre creature ben più piccole, ovvero gli insetti, che annualmente si spostano da un lato all’altro del pianeta, compiendo delle imprese incredibili. Il primo nome che viene in mente agl esperti è quello di libellule e damigelle, che si sottopongono a viaggi di migliaia di chilometri, attraversando regioni, continenti e persino tratti di oceano.

Come nasce la migrazione delle libellule

Una recente analisi pubblicata sulla rivista scientifica Biological Reviews, realizzata da studiosi delle università di Exeter e Lund si è occupata di questo tipo di migrazioni, ovvero quella delle Odonati, nome scientifico che comprende sia libellule che damigelle. Si scopre in questo modo che ci sono un centinaio di specie migratrici e altrettante o quasi possono diventarlo, un numero che appare esiguo se paragonato alle oltre seimila specie conosciute, ma che nulla toglie allo spettacolo che queste migrazioni molto particolari offrono.

Come nasce la migrazione delle libellule (Amoreaquattrozampe.it)

Per capirlo fino in fondo, occorre conoscere le abitudini delle libellule, che nascono in ambienti acquatici, nei quali femmine depongono le uova, come stagni, laghi, corsi d’acqua o pozze temporanee. Qui si sviluppano le ninfe, predatrici voraci che trascorrono gran parte della loro vita sott’acqua e solo al termine della metamorfosi emergono per trasformarsi negli adulti alati che osserviamo sfrecciare sopra l’acqua.

Le specie migratrici presentano una caratteristica particolare, ovvero tendono a vivere più a lungo nella fase adulta rispetto alle specie sedentarie, ed è questa maggiore longevità che permette loro di affrontare spostamenti molto estesi alla ricerca di habitat favorevoli. Anche le libellule – come molte altre specie migratorie – si muovono per rispondere ai cambiamenti dell’ambiente e lo fanno soprattutto in condizioni climatiche estreme, a partire dal troppo caldo, che rende inadatti gli habitat di riproduzione.

Il viaggio straordinario delle libellule

Le migrazioni delle libellule avvengono spesso attraverso una sorta di staffetta generazionale, ovvero raramente fanno viaggi di andata e ritorno, ma una generazione raggiunge nuove aree, si riproduce e lascia il compito di proseguire il viaggio ai propri discendenti. Saranno poi una o più generazioni successive a compiere il tragitto inverso, riportando la popolazione verso le zone di origine: si comportano così come altre specie migratrici, nello specifico farfalle come la monarca nordamericana o la vanessa del cardo diffusa in Europa.

Il viaggio straordinario delle libellule (Amoreaquattrozampe.it)

Tra le libellule migratrici che compiono i viaggi più lunghi c’è la cosiddetta frecciaerrante, nome scientifico Pantala flavescens, la quale distanze superiori ai 2.500 chilometri. Le sue larve si sviluppano rapidamente in piccole raccolte d’acqua create dalle piogge stagionali, completando il ciclo in appena quaranta giorni e la conferma delle loro migrazioni si ottiene dalle analisi genetiche effettuate sulle popolazioni presenti in Africa, Asia e America.

Non tutte le migrazioni delle libellule si svolgono lungo grandi direttrici geografiche, ovvero alcune compiono spostamenti altitudinali, salendo e scendendo lungo i rilievi montuosi in base alle stagioni, come la Sympetrum frequens, nota in Giappone come Akatane. Dopo la metamorfosi primaverile, questi insetti lasciano le aree più calde di fondovalle per raggiungere quote più elevate, dove trascorrono l’estate in condizioni climatiche più favorevoli. Con l’arrivo dell’autunno, gli stessi individui tornano verso valle per riprodursi.

La migrazione di libellule nel Vecchio Continente

Anche l’Europa non è esente da queste spettacolari migrazioni di libellule: tra le specie che si muovono nel Vecchio Continente c’è la quadrimacchiata, ovvero la libellula quadrimaculata, che nel corso dei secoli è stata più volte individuata in sciami in Paesi come il Belgio. Anche se più rare rispetto al passato, questo tipo di migrazioni permangono, così come quella dell’imperatore migrante, nome scientifico Anax ephippiger, che compie regolarmente spostamenti tra Africa ed Europa.

Ci sono poi tantissimi esemplari che partono dalle regioni del Sahel e raggiungono il bacino del Mediterraneo durante la primavera e l’autunno, questo tipo di fenomeni si diffondono in tutta l’Europa meridionale e in Italia sono stati individuati la scorsa estate tra Piemonte e Lombardia. Contrariamente però a quanto si possa credere, le migrazioni delle libellule continuano a essere uno dei grandi enigmi della natura, fatti di viaggi straordinari che collegano continenti, ecosistemi e generazioni attraverso migliaia di chilometri percorsi da ali sottili e trasparenti.

Un ruolo fondamentale negli ecosistemi

Le migrazioni delle libellule non rappresentano soltanto un fenomeno affascinante, ma i grandi sciami costituiscono infatti una risorsa alimentare essenziale per numerosi animali migratori  e diverse specie di pipistrelli. Seguendo gli spostamenti degli insetti, questi predatori riescono a trovare il nutrimento necessario durante le loro traversate e così succede anche che le libellule contribuiscano anche al trasferimento di biomassa e nutrienti tra ecosistemi molto lontani, creando connessioni invisibili tra ambienti diversi.

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I rischi da questo punto di vista sono sotto gli occhi di tutti: gli scienziati ritengono che il cambiamento climatico possa influenzare profondamente le rotte migratorie delle libellule, vale a dire che l’aumento delle temperature o le variazioni delle precipitazioni, ma anche le modifiche nei regimi dei venti e altri fenomeni climatici già oggi stanno alterando tempi e percorsi degli spostamenti.

Gabriele

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Gabriele

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