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Olfatto del cane: tutto su odori e feromoni, legame naso / cervello

Il legame tra odori e memoria

Ma come funziona il sistema olfattivo del cane se percepisce degli odori o dei feromoni?

Odori di casa influiscono sul cane
(Foto Unsplash)

Nel caso degli odori c’è un’elaborazione da parte della corteccia dell’informazione trasmessa dall’odore. 

Nel caso dei feromoni – essendo un organo molto antico – evoca una sorta di trigger immediato, le risposte sono più automatiche.

Se vogliamo capire come arrivano al cervello, dovremmo immaginare una via dei feromoni attraverso l’organo vomeronasale, e un’altra seguita dagli odori attraverso l’epitelio olfattivo.

Per quel che riguarda i feromoni, possiamo notare che quando i cani annusano le urine degli altri cani sollevano il labbro superiore per tentare di attirare il più possibile i feromoni per essere percepiti e trasmetterli all’organo vomeronasale. 

Questa informazione va direttamente all’amigdala, la sede dove vengono smistate le informazioni relative anche alle emozioni, e trasmesse all’ipotalamo che trasforma le emozioni in informazioni successive che servono alla memoria.

Nel caso dei feromoni l’informazione è diretta, nel caso del bulbo olfattivo è molto più complessa, l’informazione passa anche attraverso la corteccia olfattiva primaria, ed è più ragionata, più elaborata.

Dall’epitelio olfattivo (l’odore è stato percepito dal cane), la molecola dell’odore raggiunge il bulbo olfattivo.

 A questo punto, l’informazione contenuta nella molecola raggiunge vari punti: l’amigdala (che processa dal punto di vista emozionale l’informazione: cosa trasmette quell’odore a livello emozionale? 

Anche se è un odore nuovo può trasmettere nuove sensazioni (come la paura per una novità), tramite:

  • Corteccia piriforme (informazione cognitiva di quell’informazione, mette l’odore in un contesto); 
  • Corteccia entorinale (legata alla memoria operativa, per contestualizzare l’informazione al resto);
  • Nucleo olfattivo anteriore.

Queste parti servono a conservare queste informazioni. Il tutto poi passa le informazioni al talamo, che lega l’odore a uno stimolo, come una ricompensa.

I feromoni nel cane invece viaggiano in modo molto più semplice. Vengono rilasciati dal cane come informazione o messaggio per un altro pelosetto. 

L’odore di una preda, ad esempio, invece è rilasciato per ogni animale, magari percepito in modo diverso in base alla sensibilità olfattiva. I feromoni sono rilasciati per altri animali della stessa specie. 

Possono essere informazioni legate al territorio, ad esempio, o di status sociale. L’animale per percepire i feromoni usa solo l’organo vomeronasale.

Quando un cane sente un odore, apre un libro pieno di tantissime informazioni che verranno collegate poi ad altre informazioni già percepite.

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L’uso delle due narici nel cane

Abbiamo detto già che in realtà l’olfatto del cane è un mondo enorme. Ma negli ultimi anni abbiamo scoperto molte informazioni sull’olfatto.

Flatulenza nel cane
(Foto Adobe Stock)

Un gruppo italiano ha studiato con ampi dettagli la lateralizzazione, cioè la capacità dei cani di usare una narice o l’altra in base all’informazione percepita ed elaborata.

Quindi non solo l’elaborazione dell’odore è molto elaborata, ma anche al momento del recepire l’informazione c’è un complesso sistema olfattivo in base alle narici usate.

Il naso del cane è un organo davvero unico, come possiamo notare.

Ad esempio, quando si trova a annusare un odore non avversivo, il cane usa prima la narice destra e poi la sinistra. Dobbiamo considerare che la narice destra offre informazioni all’emisfero sinistro, e viceversa.

Le due parti del cervello attivano diversi tipi di attività in base al contesto:

  • Emisfero destro: attività simpatica (momenti di eccitazione, come nel caso di allarme, pericolo o di fuga);
  • Emisfero sinistro: attività parasimpatica (momenti di tranquillità, normalità).

L’odore non è necessariamente legato solo a una sensazione negativa o positiva. Anche per un odore nuovo, c’è un aumento di quella eccitazione da parte dell’animale: vuole analizzarlo, è eccitato. Una volta tranquillizzato, si attiva il sistema parasimpatico.

In tutti gli animali, il sistema olfattivo è legato a tantissimi sistemi (riproduzione, paura, alimentazione, ecc). Più stimoliamo dal punto di vista sensoriale, più c’è un aumento di connessioni tra sinapsi.

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F. B.