Accettare che il gatto sta invecchiando: come vivere meglio l’età di micio che avanza

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By Francesca Ciardiello

Gatti

Non è così scontato accettare che il nostro amato gatto sta invecchiando: non è solo una questione estetica, ma bisogna imparare ad affrontare i problemi legati all’età e l’idea della probabile fine.

Accettare che il gatto sta invecchiando
(Foto AdobeStock)

Per molti padroni l’idea degli anni che passano e lasciano segni visibili nell’aspetto e nel comportamento dei propri adorati animali domestici può essere davvero difficile da accettare. Questo perché cani, gatti, criceti, tartarughe e tanti altri animali che vivono in casa con noi spesso hanno accompagnato la nostra infanzia e hanno superato con noi momenti belli e brutti. Insomma quanto è difficile accettare che il gatto sta invecchiando e come fare per vivere al meglio un periodo difficile per lui (e per noi) come l’anzianità e trovare rimedi agli acciacchi del tempo che passa?

Segni che il micio si sta facendo ‘grande’

Micio anziano
(Foto Pixabay)

Come facciamo a capire che il gatto sta invecchiando? Succede gradualmente, fino a passare del tutto inosservato, oppure è qualcosa di immediato? Di certo non accade da un giorno all’altro, ma può capitare che siamo noi padroni ad accorgerci che la risposta di un cane o un gatto ad uno stimolo, un trauma o una condizione particolare è diversa da qualche tempo fa.

Oltre a questo vi sono anche alcuni segnali che possono farci capire che il gatto non è più il ‘giovanotto felino’ di un tempo:

  • difficoltà a correre e deambulare,
  • affanno e problemi di respirazione,
  • inappetenza e dimagrimento eccessivo,
  • stanchezza e senso di spossatezza,
  • sonnolenza e apatia,
  • episodi di disorientamento e perdita di equilibrio.

A quanti anni il gatto è anziano?

Volendo fare un calcolo dell’età del gatto e ‘tradurla’ in fasi dell’età umane, possiamo affermare che:

  • un gatto dai 7 ai 10 anni è maturo,
  • un gatto dagli 11 ai 14 anni è anziano,
  • oltre i 15 anni è geriatrico.

Questa è una classificazione veterinaria del micio, che dunque che valuta i segni di invecchiamento previsti per quella fase specifica dell’età nostro amato amico a quattro zampe. Le funzionalità dei vari apparati fisici, le attività cerebrali e la funzionalità cellulare subiscono un progressivo ma inesorabile rallentamento.

Accettare che il gatto sta invecchiando: cosa fare

Accettare che il gatto sta invecchiando
(Foto Pixabay)

In realtà potremmo dire che il problema è tutto nostro: l’età avanza per tutti, anche per il nostro gatto. Sì, proprio quel micio indipendente e magari anche schivo, timido e riservato, che però ci ha accompagnato per gran parte della nostra vita o almeno tutta la nostra infanzia e giovinezza. Insomma è tipico dell’essere umano la difficoltà di accettare gli anni che passano, il pensiero che alcune cose o attività che si facevano un tempo non sarà più possibile ripeterle.

A questa condizione si aggiunge anche il disagio per un pensiero angosciante che può sopraggiungere: l’idea che il nostro gatto possa lasciarci da un momento all’altro. Sono tante le cose che possiamo fare quando i nostri animali sono in fin di vita, ma ce n’è una assolutamente da evitare: lasciarli soli negli ultimi istanti della loro vita. Loro non lo farebbero mai. Ma cosa possiamo fare prima che il gatto esali l’ultimo respiro e viva al meglio la fase dell’anzianità, o magari quella geriatrica?

  • Accettare che il suo fisico non è più quello di una volta: non forziamolo a svolgere attività troppo stancanti, non costringiamolo a giocare a tutti i costi e non mettiamolo nella condizione di fare salti da altezze troppo elevate.
  • Aiutiamolo a mantenere attivo il cervello: tanti sono i giochi d’intelletto che tengono sempre vivo il suo apparato cerebrale. In questo modo il gatto eviterà anche di sentirsi solo o di annoiarsi e cadere in una profonda depressione che, se aggiunta agli acciacchi fisici dell’età, può essere fatale.
  • Comodità e relax: facciamo in modo da rendere la nostra casa a prova di ‘gatto anziano’, quindi evitando cose, oggetti e condizioni che possono mettere in pericolo la sua incolumità. Allo stesso tempo facciamo in modo che, durante i suoi frequenti pisolini, abbia sempre una stanza comoda e non rumorosa in cui sostare.

Quali errori dobbiamo evitare

Tante sono le cose che, spesso involontariamente, facciamo e che rendono la condizione legata all’età del micio ancora più pesante. Alcuni di questi consigli sono validi in realtà per tutta la vita del gatto e non solo quando diventa anziano.

  • Perdere la pazienza: questo vale per tutte le età del micio, ma in modo particolare quando il micio ha bisogno di essere accudito. Non sgridarlo se magari il gatto anziano fa tanta pipì e spesso non riesce a raggiungere la lettiera.
  • Dargli lo stesso cibo: anche l’alimentazione di un gatto anziano deve cambiare. Il suo corpo infatti non riesce ad assimilare ed elaborare il cibo allo stesso modo di quando era giovane. Di conseguenza anche la scelta degli alimenti e la loro somministrazione deve cambiare, così come già specificato nel nostro articolo: Gatto anziano: come deve cambiare la sua alimentazione.

Francesca Ciardiello

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