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Il gatto cade sempre sulle zampe: perché e come fa

Il gatto cade sempre sulle zampe. Quali le ragioni per cui riesce ad atterrare sempre con le zampe rivolte a terra? Scopriamolo.

gatto cade su zampe
(Foto AdobeStock)

Il gatto per chi non lo conoscesse è un animale davvero molto curioso e con una forte indole da cacciatore.

Insieme queste due caratteristiche compongono un mix micidiale, che lo rendono un combina guai ma anche un simpatico esploratore a caccia di nuovi stimoli e nuove prede da inseguire. Purtroppo non sempre le sue avventure si concludono a lieto fine.

Spesso e volentieri, il gatto spinto dal suo istinto si ritrovi in luoghi poco sicuri, come ad esempio cornicioni di palazzi, rami di alberi alti e tanti altri posti pericolosi che potete riuscire a pensare.

Sappiate che più è pericoloso più è attraente per il gatto.  Ma ciò che però sorprende tutti è che per quanto alto possa essere il posto da dove esso si lancia, il gatto cade sempre sulle zampe. Un mistero della fisica che andremo a spiegare nei prossimi paragrafi.

Il gatto cade sempre sulle zampe: i motivi

Il gatto frequentemente si ritrova in mezzo ai guai per la sua curiosità.

gatto salta
(Foto AdobeStock)

Il gatto per sua natura è un animale con un forte istinto predatorio, anche se poi non mangia le sue prede.

In ogni caso il comportamento del gatto da cacciatore/esploratore è assolutamente normale ma purtroppo questo suo istinto, molto spesso lo mette in situazioni pericolose.

Questo animale adora arrampicarsi, ma ha dei forti problemi a scendere, adora camminare sui cornicioni, ama passeggiare sui davanzali, insomma è attratto dal pericolo, ma ciò che non ci si spiega sono i motivi per cui il gatto cade sempre sulle zampe.

Quali sono le ragioni per cui questo felino nel momento in cui cade o si lancia da un’altezza, anche abbastanza importante, riesce a cadere sulle zampe senza farsi del male, almeno per la maggior parte delle volte?

I veri motivi per cui il gatto cade sempre sulle zampe c’è li spiega la fisica. Il gatto cade sulle quattro zampe purché l’altezza della caduta sia almeno di un metro e mezzo (ma c’è chi sostiene che bastano 30-40 centimetri).

In altre parole l’animale deve avere un tempo di volo sufficiente per assumere la postura che lo salverà dall’attrazione gravitazionale terrestre.

Il gatto così facendo ha il tempo di distendere il suo corpo e raggiungere la velocità limite prima di toccare il suolo.

La coda del gatto, essendo molto lunga, movibile e nonostante la poca consistenza, funziona in modo flessibile e permette gli aggiustamenti che hanno lo scopo di far girare il gatto su sé stesso.

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Muscoli e ossa del gatto

Il gatto ha la possibilità di lanciarsi da altezze alquanto pericolose e avere la fortuna di non farsi male, perché possiede un corpo idoneo a farlo, con dei muscoli robusti che assorbono la forza dell’impatto e con le gambe sotto il busto che non sono diritte ma sono piegate.

Questa sua caratteristica del corpo fa in modo che l’urto non viene trasmesso alle ossa ma alle articolazioni del gatto. Grazie a queste capacità il gatto riesce a:

  • ruotare il suo corpo senza un aiuto esterno;
  • è capace di girarsi su sé stesso;
  • piega la schiena in modo che le due metà del corpo possano ruotare su due assi di rotazione diversi;
  • raccogliere a sé le zampe inferiori, per ruotare più velocemente la parte anteriore del corpo.

Tutto questo ha una sola spiegazione, il gatto è in grado di fare tutto ciò non per magia, ma per il semplice fatto che ha origini arboricole.

Perciò avendo nel suo Dna un passato trascorso a saltare da un albero all’altro (pur essendosi adattato nel tempo rendendolo il gatto domestico che vive nelle nostre case), ha ancora un forte istinto di arrampicarsi per poi malauguratamente cadere ma fortunatamente sulle quattro zampe.

Questa flessibilità inoltre permette al gatto un repertorio vasto di movimenti adatti a diverse circostanze. La caratteristica dell’anatomia felina sono proprio i muscoli a rapida azione e flessibili.

Ogni singolo muscolo si compone di molte fibre tenute insieme da tessuto connettivo, fatto di tre tipi differenti di cellule che sono:

  • cellule a contrazione rapida che si affaticano: funzionano rapidamente ma si stancano anche rapidamente;
  • cellule a contrazione rapida resistenti alla fatica: funzionano rapidamente ma si stancano più lentamente;
  • cellule a contrazione lenta: funzionano lentamente e si stancano altrettanto lentamente.

E poi ci sono i muscoli striati: organizzati in gruppi ad azione contrastante che realizzano azioni antagoniste.

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Raffaella Lauretta