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Come capire se un gatto è felice: tutti i segnali da interpretare

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Il nostro gatto è davvero felice? Quali sono i segnali che il gatto ci invia per esprimere la sua felicità?

Segnali di un gatto felice
Tutti i segnali di un gatto felice

Chi pensa che i gatti siano troppo indipendenti e solitari per condividere con il padrone il loro stato d’animo? Errore. I gatti, esattamente come i cani, riescono ad esprimere perfettamente la loro gioia e la loro serenità: sta a noi interpretare i loro atteggiamenti. E’ vero che non sono così evidenti ma alcuni segnali trasmessi attraverso il corpo, le espressioni e i miagolii potranno farci capire se il nostro gatto sta bene. D’altra parte quando un gatto in casa è felice si sente eccome! Ecco quali sono i segnali per capirlo.

Le espressioni del gatto

Un gatto felice lo si vede dal viso! La dilatazione improvvisa delle pupille è sintomo di una felicità intensa ed improvvisa. Anche gli occhi socchiusi e fissi su di te indicano quanto è felice di avere te come padrone.

Il linguaggio del corpo 

La testa puntata verso l’alto o in avanti verso il padrone indica che non aspetta altro che le sue coccole. La coda dritta verso l’alto, nella tipica posizione a candela, e magari con la punta ‘a uncino’, esprime la felicità di vederci: capita spesso che questa posizione la assuma al nostro ritorno dopo varie ore di assenza. Allo stesso modo una felicità più contenuta, più vicina ad uno stato di relax è quella di poggiare le zampe sotto il corpo, oppure quando si stende sulla schiena e mostra la pancia.

I suoi atteggiamenti sono campanelli d’allarme

Un gatto che sta bene in salute ed è felice tenderà a rispettare una certa routine anche nei comportamenti di tutti i giorni. Uno degli aspetti fondamentali da considerare in un gatto è il suo appetito: il gatto non è un gran mangione, o meglio ad un pasto unico e abbondante preferirà piccole quantità di cibo in più momenti della giornata. Naturalmente ciò non vuol dire mangiare in maniera sregolata: se notiamo inappetenza, o al contrario se il nostro gatto ingurgita il pasto con ingordigia sarà bene contattare un veterinario o un esperto di etologia. Entrambi questi atteggiamenti nei confronti del cibo possono essere sintomo di un malessere psicofisico e sarà dovere dell’esperto consigliarci sul da farsi.

Altrettanto fondamentale sarà notare la cura che il gatto ha di sé, poiché essa è sintomo non solo di pulizia ma anche di piacevole, come una sorta di coccola che riserva a sé stesso. E’ noto che il gatto sia un animale molto pulito e che sia piuttosto accurato nella sua toeletta, e anche in questo caso i movimenti che compie seguono un ‘rituale di pulizia ben preciso’: si lecca le labbra e poi le zampe anteriori. Successivamente si sfrega con la zampa il retro dell’orecchio fino all’occhio e poi procede col leccarsi la pancia e le zampe posteriori. Se notiamo che il gatto è svogliato e riserva poco tempo o nulla alla cura di sé stesso, è bene contattare un esperto.

I gatti non sono tutti uguali, eppure vi sono delle caratteristiche comuni che associano i felini: in primis la loro curiosità. La voglia di scoprire, di conoscere il territorio e gli umani che ne fanno parte è una peculiarità dei gatti. Sebbene vi siano quelli più timidi, magari essi approfitteranno di un nostro momento di assenza per avvicinarsi all’oggetto di interesse. Sempre riguardo la loro curiosità, sarà utile capire quanto il gatto partecipa alla vita quotidiana dei suoi umani. Ma ciò non vuol dire che se abbiamo un gatto che si tiene più in disparte o non cerca sempre le tue attenzioni, vi sia necessariamente un motivo per preoccuparsi.

F.C.

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