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L’ernia peritoneo-pericardica nel gatto: cause, sintomi e cura

L’ernia peritoneo-pericardica nel gatto, una malattia rara che colpisce i gattini maschi. Vediamo quali le cause, i sintomi e la cura.

gatto triste
(Foto AdobeStock)

L’ernia peritoneo pericardica consiste nello spostamento di alcuni organi o parte di essi, dal peritoneo (membrana che avvolge la cavità addominale) al sacco pericardico (membrana che avvolge il cuore), attraverso un’apertura anomala del diaframma.

L’ernia peritoneo-pericardica nel gatto molto spesso si presenta in forma asintomatica nei felini, ragion per cui stabilire una rapida diagnosi diventa molto complicato.

Di frequente questa patologia infatti viene individuata durante indagini relative ad altre problematiche. Mentre ci sono alcuni casi dove la malattia può manifestare i suoi sintomi dai 4 mesi in su.

Vediamo quali sono le cause, gli eventuali sintomi e il trattamento dell’ernia peritoneo- pericardica.

Cause dell’ernia peritoneo-pericardica nel gatto

gatto persiano
(Foto Adobe Stock)

Come abbiamo precedentemente accennato la malattia colpisce maggiormente i gatti maschi, ma in particolare si evidenzia in alcune razze come: il gatto Persiano, l’Himalayano e in generale le razze di gatti a pelo lungo.

L’ernia peritoneo-pericardica nel gatto ha un’origine congenita, si sviluppa nella fase embrionale del gattino, quindi quando è ancora nella pancia della gatta.

Per quanto riguarda i motivi, però, sono poco conosciuti. A differenza dell’ernia diaframmatica acquisita, che è invece quasi sempre di natura traumatica.

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Sintomi

(Foto Pixabay)

Il sintomo principale dell’ernia peritoneo-pericardica nel gatto è la difficoltà nella respirazione causata dalla compressione degli organi (anche indiretta) sulla parete toracica, che a sua volta ostacola la fisiologica espansione polmonare.

Tuttavia a seconda degli organi coinvolti e della loro disposizione, ci sono altri sintomi che potrebbero svilupparsi e sono:

  • diarrea;
  • perdita di peso;
  • intolleranza allo sforzo;
  • tosse;
  • ascite (rara);
  • vomito nel gatto.

Per quanto riguarda invece gli organi più spesso interessati dalla dislocazione sono:

  • fegato;
  • legamento falciforme;
  • omento;
  • cistifellea;
  • regione pilorica dello stomaco;
  • anse intestinali;
  • milza.

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Diagnosi e trattamento dell’ernia peritoneo-pericardica nel gatto

Misurare la febbre al gatto senza termometro
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Per poter effettuare una diagnosi il veterinario dovrà effettuare i seguenti esami:

  • esame fisico completo;
  • profilo biochimico;
  • analisi delle urine;
  • esame emocromocitometrico completo (CBC);
  • peritoneografia a contrasto;
  • ecocardiografia (utile a percepire un alterato battito cardiaco, o ad esempio difficoltà nella palpazione addominale).

Ciò che invece è fondamentale per diagnosticare l’ernia peritoneo pericardica nel gatto, è la radiografia del torace, con la quale sarà possibile individuare un’anomalia cardiaca dovuta alla presenza appunto di organi nella membrana pericardica.

Ciò nonostante tutto questo sarà possibile individuarlo solo durante la valutazione di altre problematiche o di un eventuale controllo di routine, questo perché come specificato precedentemente, questa malattia può tranquillamente non mostrare alcun sintomi.

Tuttavia tramite l’individuazione di questi fattori di seguito indicati sarà possibile supporre la presenza di un’ernia peritoneo pericardica del gatto:

  • difetti dello sterno;
  • ernia ombelicale;
  • patologie cardiache e vascolari;
  • vertigini anomale del pelo nella regione sternale.

Lo scopo del trattamento è quello di riportare gli organi nella sede d’origine.

Perciò la terapia dell’ernia peritoneo pericardica nel gatto consiste nell’intervento chirurgico di laparotomia, molto spesso utile nei cuccioli, mentre nei gatti adulti laddove non sono evidenti sintomi non è richiesto alcun trattamento.

Come per quasi tutte le malattie la prevenzione ha sempre una parte fondamentale nella vita dell’animale come nelle persone.

Il controllo di routine dal veterinario effettuato con costanza e periodicità è sempre il modo migliore per evitare che la presenza di qualche patologia possa spingersi ben oltre e causare danni irreparabili, per il nostro amico a quattro zampe.

Raffaella Lauretta