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Trattare le ferite del gatto: quali sono e come curarle

Trattare le ferite del gatto, imparare a riconoscerle per poi curarle. Vediamo quali le ferite del micio che possiamo curare a casa e in che modo curarle.

gatto ferito
(Foto AdobeStock)

Il gatto è famoso per la sua indole da cacciatore e anche da esploratore. La sua proverbiale curiosità spinge questo animale dal passato selvatico (tutt’oggi ancora molto vivo), a girovagare per strade, parchi, giardini e casolari abbandonati.

Questo suo vagabondare per posti poco sicuri, rovinati e poco curati, crea delle situazioni poco piacevoli e molto spesso anche piuttosto pericolose per l’integrità del suo corpo.

Spesso e volentieri capita infatti che il gatto torni dal proprio padrone in condizioni poco gradevoli e per nulla sane.

Non è raro appunto trovare segni di rottura sul corpo del felino, a cui tocca provvedere personalmente per cercare di sanare la condizione dell’animale.

Ma in che modo è possibile trattare le ferite del gatto e come riconoscere la tipologia di queste ferite? Scopriamolo insieme.

Tipi di ferite

Il gatto quindi, come abbiamo precedentemente accennato, essendo libero di uscire e trovarsi in mille avventure da lui stesse create, è esposto a ferite di diverso genere, come ad esempio:

  • tagli (lacerazioni);
  • lividi (contusioni);
  • graffi (abrasioni).

Fin qui si tratta di tipi di ferite che non sono pericolose per la vita e guariranno con poco trattamento.

Altre ferite invece possono essere abbastanza gravi, da rientrare nelle emergenze e che quindi richiedono punti di sutura e cure più intense.

Inoltre è opportuno osservare la ferita con attenzione verso questi dettagli:

  • pus dalla ferita;
  • ascessi e bozzi sul gatto (cioè un accumulo di pus sotto la pelle);
  • febbre;
  • letargia;
  • orecchie calde al tatto.

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Trattare le ferite del gatto

gattino e veterinario
(Foto AdobeStock)

Non sempre è possibile medicare il gatto da soli restando a casa, in parte perché l’animale molto spesso è impaurito e agitato.

E poi perché potrebbe capitare che la ferita non è così semplice da curare ma è necessario l’intervento del veterinario.

Ciò che rientra nelle nostre capacità per poter trattare le ferite del gatto superficiali, lo spieghiamo qui di seguito:

  • innanzitutto la prima cosa da fare è controllare tutto il corpo del gatto, per capire se si tratta di una singola ferita o di più ferite;
  • trattare le ferite sempre con prodotti sterili, garze o panni che siano;
  • utilizzare una soluzione antisettica o semplice acqua;
  • non utilizzare alcol o perossido di idrogeno sulle ferite, poiché potrebbero danneggiare il tessuto;
  • in caso di sanguinamento, applica una pressione diretta sulla ferita. Potrebbero essere necessari dai 5 ai 10 minuti perché il sanguinamento si fermi;
  • in assenza di sanguinamento e il taglio (lacerazione) o il graffio (abrasione) sembrano lievi, provare a pulire la ferita utilizzando una soluzione antisettica o semplicemente dell’acqua, una garza e/o un panno (non di cotone);
  • Se la lacerazione è lunga o profonda, lascia che se ne occupi il veterinario e non lavare la ferita.

L’obiettivo del trattamento delle ferite del gatto è quello di evitare le infezioni e naturalmente accelerare la guarigione delle stesse.

Il più delle volte, l’animale che viene trasportato dal veterinario verrà curato sotto sedazione o anestesia.

Questo metodo è utile per poter curare le ferite in modo sicuro e soprattutto per evitare che il gatto possa avvertire dolore.

A seconda poi della ferita, il medico procederà con il trattamento adeguato, come ad esempio:

  • tagli lunghi e/o profondi: in questo caso se la ferita ha meno di 12 ore e non è molto contaminata, probabilmente verrà suturata e quindi chiusa. Prima però si dovrà procedere con un’attenta pulizia per essere sicuri che non vi siano detriti nella ferita e successivamente un attento esame per determinare la gravità;
  • ferite da puntura o da morsi di animali: queste ferite vanno pulite molto accuratamente e sondate per eliminare eventuali detriti. È necessaria una dose elevata di soluzione antisettica e molto spesso si deve intervenire chirurgicamente per trattare i danni nei tessuti che spesso sono sotto la pelle e non sono visibili all’esame iniziale. Generalmente laddove queste ferite dovessero mostrare segnali di infezione, ascesso o mancanza di grandi quantità di pelle, non vengono suturate ma coperte con bende fino a quando la ferita non è guarita o è abbastanza sana da essere saturata;
  • ferite grandi o profonde, ferite contaminate o ferite multiple da puntura: richiedono l’utilzzo di un drenaggio Penrose, che consiste in un tubo di gomma morbida, il quale permette il drenaggio del fluido tissutale (contaminato) in eccesso, lasciando una piccola apertura utile al lavaggio della ferita con la soluzione antisettica.

Consigli

Nella fase di convalescenza del gatto è importante cercare di impedire al gatto di leccarsi o di togliersi le bende, e far in modo che la guarigione faccia il proprio corso.

Tutto questo può essere risolto con l’utilizzo del collare elisabettiano.

Il nostro compito poi consiste nell’essere precisi e costanti nel somministrare gli antibiotici al gatto e sostituire le bende fino a 2 o 3 volte al giorno.

Applicare un sottile strato di pomata antibiotica intorno ai bordi della ferita una o due volte al giorno e avere tanta pazienza per il nostro amico a quattro zampe.

Raffaella Lauretta