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Malattia di Tyzzer nel gatto: cause, sintomi e trattamento

La malattia di Tyzzer nel gatto, è un’infezione batteria piuttosto pericolosa che si può manifestare nel nostro felino.

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(Foto AdobeStock)

La malattia di Tyzzer può colpire non solo cani e gatti ma anche altri animali quali ratti, gerbilli, procioni, cavalli, criceti e altri roditori.

Si tratta di una malattia contagiosa di origine batterica trasmessa attraverso il ciclo fecale-orale.

Generalmente gli esemplari maggiormente colpiti da questa patologia sono i gatti giovani, i quali a causa del forte danno epatico non riesco a sopravvivere oltre le 24-48 ore.

Vediamo cosa provoca la patologia, come possiamo individuarla e come possiamo curare la malattia di Tyzzer nel gatto.

Cause della malattia di Tyzzer nel gatto

La malattia di Tyzzer nel gatto è una condizione molto grave che coinvolge principalmente organi quali il fegato e l’intestino.

E la sola ed unica causa che genera questa patologia è il batterio Clostridium piliformis.

Questo batterio appartenente alla famiglia delle Clostridiacea, si moltiplica nell’intestino e una volta raggiunto il fegato, causa gravi danni.

Il genere Clostridium comprende bacilli anaerobi obbligati, gram positivi, in grado di formare spore se le condizioni ambientali sono avverse.

Queste spore possono vivere molto a lungo nell’ambiente circostante (anche per anni) e sono resistenti al calore e a molti disinfettanti presenti in commercio.

Di conseguenza, è facile che queste contaminino e infettino il terreno e poi il gatto.

Ecco perché gli esperti consigliano di rimuovere tutto quello che potrebbe causare l’infezione, in particolare le feci e assicurare al proprio gatto un’alimentazione sana, buona ed equilibrata.

Sintomi

I segnali che si individuano, sono molteplici e possono essere confusi con i sentori di tante altre patologie.

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(Foto Adobe Stock)

I sintomi manifestati dal gatto sono:

  • bassa temperatura corporea;
  • depressione;
  • diarrea nel gatto;
  • distensione addominale;
  • dolore e disagio addominale;
  • ingrossamento del fegato;
  • letargia;
  • perdita di appetito.

È anche possibile, però che la malattia di Tyzzer nel gatto si presenti ma senza sintomi e venga trasferita così da un animale all’altro senza che ce ne si renda conto.

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Diagnosi e trattamento della malattia di Tyzzer nel gatto

Per poter effettuare una diagnosi il veterinario eseguirà come primo accesso, un esame fisico del gatto, accompagnato da un’anamnesi completa.

Dopodiché eseguirà test di laboratorio di routine, quali:

  • emocromo completo;
  • profilo biochimico;
  • pannello di elettroliti;
  • analisi delle urine.

Inoltre potrà effettuare il test del profilo biochimico che è quello più importante in quanto può rivelare livelli anormalmente alti di enzimi epatici, poco prima che le condizioni del gatto si aggravino.

Questi esami permetteranno al medico di valutare lo stato di salute dell’animale e la gravità della malattia del gatto.

Purtroppo questa patologia ha un decorso molto rapido e può sfuggire di mano.

L’alta mortalità del soggetto che ha contratto l’infezione entro i primi dieci giorni è altamente probabile.

Stabilita la diagnosi il veterinario procederà con l’alleviare dei sintomi, poiché una terapia specifica per la malattia di Tyzzer nel gatto ancora non è stata individuata.

Il veterinario, in questo caso, ci potrà consigliare come prenderci cura dei bisogni fisici, emotivi e sociali del gatto.

Esistono, infatti, terapie palliative che si occupano totalmente dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici.

Le terapie palliative, mirano ad aumentare il comfort e a minimizzare la sofferenza in questo caso del gatto, durante tutte le fasi di una malattia incurabile.

Lo scopo di questa particolare forma di terapia è avere il controllo sul dolore e sui sintomi ma anche curare l’aspetto psicologico e sociale dell’animale.

Nei casi più gravi, il veterinario potrebbe consigliare di ricoverare il gatto in una struttura veterinaria che abbia gli strumenti per tenere sotto controllo i parametri vitali.

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Raffaella Lauretta