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Il parto della gatta: cosa fare prima e dopo

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Se avete una gatta potreste ritrovarvi in casa una cucciolata di gattini. Come gestire la gravidanza? Cosa fare prima del parto? E dopo, come aiutare la neo-mamma e i gattini appena nati?

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Il parto della gatta (Foto fonte Pixabay)

La gatta, così come la cagna, ha una gravidanza che dura circa 2 mesi, ma c’è una variabilità che dipende dalla razza.

La micia può andare in calore già dai 5 mesi di età e lo capite dal miagolio estenuante e tipico che può durare dal 4 ai 10 giorni o più a lungo se la gatta non ha occasione di accoppiarsi. La gatta in genere va in estro da febbraio ad agosto, ma quella domestica (abituata a vivere negli appartamenti) può andare in estro anche in autunno o in inverno. In questo periodo se incontra un maschio è fattibile che avvenga l’accoppiamento.

La gravidanza e il parto della gatta

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Gatta in gravidanza (Foto fonte Pixabay)

Come per la cagna anche per la gatta l’ecografia non consente di individuare il numero esatto di gattini ma potrebbe essere utile come controllo medico in generale.

Durante la gravidanza la gatta è piuttosto tranquilla e sonnecchiosa, chiedete consiglio al veterinario che potrà indicarvi come arricchire la dieta con cibi specifici per la gestazione e il futuro parto.

Prima del parto la gatta sceglierà un posto intimo, caldo e morbido dove far nascere i gattini; potete aiutarla nella scelta posizionando una cesta o un contenitore morbido in un punto appartato e sicuro della casa.

I segnali da riconoscere per capire che la gatta sta per partorire sono: inizia a respirare affannosamente, si distende su un fianco, miagola, perde liquidi, si lecca i genitali, i capezzoli risultano arrossati, potrebbe vomitare.

Il parto della gatta

La gatta è autonoma nel parto: non disturbatela, lasciatela fare e non interferite in nessun modo. Preparatevi a intervenire solo in caso di reale bisogno (se, per esempio, dopo qualche ora la gatta soffre, respira ancora male o ha gonfiore alla vagina). La gatta nel giro di 20-30 minuti espelle il primo gattino e poi di seguito gli altri, in totale il parto dura dalle 2 alle 6 ore.

La gatta taglia da sola il cordone ombelicale, pulisce i suoi gattini appena nati leccandoli e mangia la placenta (è un ricco nutrimento durante l’allattamento). Non intervenite, non sottraete le placente nella foga di aiutarla o ripulire il tutto, siate pazienti.

I gattini appena nati inizieranno subito a cercare le mammelle della neo-mamma e verranno allattati per circa due mesi, dopo il primo mese si può cominciare lo svezzamento.

Qualche ora dopo il parto e nei giorni successivi fornite cibo e acqua fresca a mamma gatta, fino a quando inizierà ad allontanarsi dal nido e riprenderà le sue abitudini quotidiane.

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S.C.

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