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Salute del Burmese: le malattie comuni di questa razza felina

Proteggere la salute del nostro amico a quattro zampe è il primo passo per vivere a lungo e serenamente al suo fianco: ecco le malattie comuni del Burmese.

malattie comuni burmese
(Foto Instagram)

Generalmente, il Burmese è un gatto longevo e in salute. Sta a noi, tuttavia, mantenere sempre alta la qualità della sua vita. Come? Prendendoci cura della sua alimentazione, soddisfacendo i suoi bisogni etologici e accertandoci sul suo stato di salute. Scopriamo quali sono le malattie comuni del Burmese, come riconoscerle e come intervenire.

Malattie comuni del Burmese: l’elenco completo

Come abbiamo anticipato, tendenzialmente gli esemplari di questa razza vivono a lungo. La durata media della loro vita, infatti, è di 15 anni.

Burmese

Tuttavia, occorre prestare attenzione a una serie di malattie comuni che colpiscono il gatto Burmese.

In particolare, si tratta di patologie di natura ereditaria, che vengono trasmesse geneticamente da una generazione all’altra. Tra le principali malattie rientrano:

  • Cardiomiopatia ipertrofica;
  • Miopatia ipokaliemica;
  • Obesità;
  • Gangliosidosi GM2.

Non solo malattie genetiche: per evitare l’insorgenza di infezioni, disturbi cutanei e ulteriori patologie di varia natura, è fondamentale sapere come prendersi cura al meglio del gatto Burmese. Per scoprirlo, non ti resta che consultare questo esaustivo articolo.

Cardiomiopatia ipertrofica

Apre l’elenco delle malattie comuni nel Burmese la cardiomiopatia ipertrofica.

gatto burmese
(Foto Adobe Stock)

Si tratta di una patologia di natura ereditaria che colpisce il cuore del micio, in particolare il ventricolo sinistro. Poiché le sue pareti si ispessiscono, esso si riduce di spessore e si irrigidisce, compromettendo la circolazione sanguigna.

Tra i principali sintomi di questa malattia ci sono:

  • Riduzione dell’appetito;
  • Soffio cardiaco;
  • Difficoltà di respirazione;
  • Riduzione dell’appetito.

Sfortunatamente, ad oggi non esiste una cura risolutiva per questa patologia. La prognosi è variabile, a seconda dello stadio di avanzamento della patologia.

Miopatia ipokaliemica

La miopatia ipokaliemica è una delle malattie comuni nel gatto Burmese.

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(Foto Adobe Stock)

Questa patologia colpisce l’apparato locomotore dell’animale, compromettendo il funzionamento delle fibre muscolari.

Essa è determinata dalla carenza di potassio, fondamentale nel meccanismo biochimico alla base della contrazione e del movimento dei muscoli. Nel gatto Burmilla, tale patologia è causata dalla presenza di un gene recessivo e causa i seguenti sintomi:

  • Stanchezza;
  • Paralisi periodiche;
  • Affaticamento muscolare;
  • Difficoltà di movimento;
  • Dolore e apatia;
  • Andatura anomala.

Il trattamento della miopatia ipoalkaliemica prevede la somministrazione di potassio al micio, al fine di ripristinare i valori normali. Nella maggior parte dei casi la cura ha esito positivo.

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Obesità

L’obesità rientra tra le malattie comuni nel Burmese. Gli esemplari di questa razza, infatti, risultano predisposti all’accumulo di peso in eccesso.

Burmese
(Foto Pinterest)

L’obesità, a sua volta, rischia di compromettere ulteriormente la salute del micio, poiché è associata all’insorgenza di altre patologie, come:

  • Disturbi cutanei;
  • Disturbi alle articolazioni;
  • Malattie cardiache;
  • Diabete mellito.

Tra le principali cause di obesità rientrano uno stile di vita sedentario e un’alimentazione scorretta.

Per questo, è fondamentale pianificare insieme al veterinario un piano alimentare sano, bilanciato e nutriente per il micio, stimolandolo con giochi e attività nel corso della giornata.

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Gangliosidosi GM2

Infine, chiude l’elenco delle malattie comuni nel Burmese la Gangliosidosi GM2.

gatto burmese
(Foto Adobe Stock)

Si tratta di una patologia genetica rara, che causa l’accumulo dei lipidi nell’organismo del micio. In particolare, essi si sedimentano all’interno del sistema nervoso e periferico dell’animale, compromettendo la funzione cellulare.

Questa malattia è causata dall’assenza degli enzimi beta-esosaminidasi (A e B). Tra i principali sintomi della gangliosidosi rientrano:

  • Nistagmo;
  • Atassia;
  • Ingrossamento del fegato;
  • Tremore;
  • Diminuzione dell’appetito.

Sfortunatamente, ad oggi non esiste una cura per tale patologia. Gli  unici trattamenti possibili comprendono monitorare i livelli di glicemia e idratazione del gatto, per fare in modo che trascorra serenamente l’ultima parte della sua vita.

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Laura Bellucci