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Inchieste

Basta viaggi della sofferenza per i vitelli: una compagnia di traghetti dice stop al trasporto di animali vivi

Il controverso tema del trasporto di animali vivi via mare ha trovato la sponda di un’importante compagnia di traghetti, che ha deciso di dire basta a questi viaggi.

Basta viaggi della sofferenza per i vitelli: una compagnia di traghetti dice stop al trasporto di animali vivi (Amoreaquattrozampe.it)

La decisione di Brittany Ferries di interrompere il trasporto di animali vivi sulle proprie navi entro settembre, in particolare sulla tratta tra Irlanda e Francia sta facendo molto discutere: la compagnia, che ha sede legale in Francia e opera principalmente nelle acque del canale della Manica, è in espansione, con l’acquisizione a marzo di quest’anno di due traghetti fino a oggi tenuti a nolo e un fatturato che qualche anno fa era superiore ai 400 milioni di euro.

Le pressioni per chiedere lo stop al trasporto di animali vivi sui traghetti

Dati alla mano, dunque, è una compagnia che gode di grande salute e anche per questo la decisione di non trasportare più vitelli non svezzati e altri animali, dopo mesi di proteste e campagne delle associazioni animaliste, rappresenta un evento molto importante e che mostra una volontà di cambiare prospettiva, nella speranza che altri seguano l’esempio. Caroline Rowley, Direttrice esecutiva di Ethical Farming Ireland, è stata tra coloro che più si è esposta in questa protesta.

Le pressioni per chiedere lo stop al trasporto di animali vivi sui traghetti (Amoreaquattrozampe.it)

Nelle sue denunce, ha sottolineato in particolare che i vitelli non svezzati, molto giovani e separati presto dalla madre, affrontavano viaggi di oltre 18 ore in traghetto senza poter essere nutriti, ai quali spesso si aggiungevano ulteriori trasferimenti via terra verso altri Paesi europei. Da qui, sono nate le pressioni che hanno portato alla decisione di queste ore, pressioni che hanno messo insieme Compassion in World Farming, WELFARM, FOUR PAWS, L214, Eyes on Animals ed Eurogroup for Animals, oltre alla già citata Ethical Farming Ireland, ma soprattutto hanno trovato sponda in decine di migliaia di cittadini di tutto il Vecchio Continente.

Per avere un’idea compiuta di quello che è accaduto in questi mesi, bisogna pensare che coloro che hanno portato avanti questa battaglia, hanno promosso petizioni con decine di migliaia di sottoscrizioni, inviato oltre 100mila e-mail all’azienda e organizzato manifestazioni, contribuendo a far cambiare idea alla compagnia. Ma in generale, è l’intera opinione pubblica che mostra preocupazione rispetto a quella che per molte compagnie è una prassi consolidata, basti pensare che, secondo un sondaggio riportato da CIWF, nove italiani su dieci manifestano perplessità sul modus operandi e queste operazioni di trasporto di animali vivi.

Trasporto di animali vivi, una questione ancora aperta

La compagnia Brittany Ferries aveva ripreso questo tipo di trasporto nel 2025 dopo circa 30 anni di interruzione e quindi aveva fatto anche degli investimenti in tal senso, ma nel giro di un anno ha scelto di uscire definitivamente da questo programma molto controverso e che incontra soprattutto la fiera opposizione di tante organizzazione che si battono per la salute e il benessere degli animali. Con questa scelta, a oggi Irish Ferries è l’unica compagnia a trasportare vitelli non svezzati sulla rotta Irlanda-Francia.

Trasporto di animali vivi, una questione ancora aperta (Amoreaquattrozampe.it)

La problematica però non riguarda solo il canale della Manica: a oggi, gli animali trasportati su camion e navi affrontano spesso viaggi molto lunghi, durante i quali possono soffrire per mancanza di spazio,così come di acqua e riposo, con conseguenze come stress e disidratazione finora ad arrivare ad eventi più drammatici, in alcuni casi, la morte. Tra i trasporti più controversi ci sono quelli di suinetti dalla Danimarca e agnelli dalla Romania verso l’Italia, con temperature estreme, che possono arrivare fino a 50° e tragedie che purtroppo sono all’ordine del giorno.

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La decisione di Brittany Ferries, in questo contesto, rappresenta un progresso per il benessere animale e mostra come la pressione dell’opinione pubblica possa influenzare le scelte delle aziende. Del resto, molti cittadini sono disposti a pagare di più per prodotti provenienti da filiere che garantiscono condizioni di trasporto migliori, anche in virtù di quanto avviene su strada e abbiamo di recente denunciato. Importante è perciò l’influenza sull’opinione pubblica delle associazioni animaliste, le quali ribadiscono che gli animali allevati dovrebbero essere considerati esseri senzienti e non semplici merci, chiedendo una tutela più efficace durante il trasporto e nella filiera alimentare.

Aurora De Santis

Nata nel 1990, mi dedico agli studi classici per poi proseguire il mio percorso diventando autrice e scrittrice. L’amore per la natura e la scrittura sono delle costanti che mi accompagnano da tutta la vita.

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