Due cani legati agli alberi da anni: il blitz con i Carabinieri che ha portato alla denuncia dei proprietari
Due cani costretti a vivere legati ai tronchi di due alberi, all’interno del giardino di un’abitazione alle porte di Roma. Uno senza nemmeno una cuccia. L’altro con un riparo ormai distrutto dal tempo e dagli agenti atmosferici. È questa la situazione che mi è stata segnalata da alcuni cittadini esasperati, che da tempo assistevano impotenti alle condizioni di vita degli animali.
Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, ho immediatamente contattato i Carabinieri della Stazione di Roma La Storta e mi sono recato sul posto insieme ai militari ed al Comandante della Stazione, per verificare la situazione.
Quello che ho trovato davanti ai miei occhi è stato ancora peggiore di quanto immaginassi.
Non erano soltanto i cani a vivere in condizioni inaccettabili. L’intera proprietà appariva in uno stato di forte degrado, tale da destare preoccupazione sotto diversi profili. I due animali trascorrevano le proprie giornate legati agli alberi, privati della possibilità di muoversi liberamente e di condurre una vita compatibile con le loro esigenze etologiche.
I Carabinieri hanno immediatamente effettuato tutti gli accertamenti del caso, raccogliendo gli elementi necessari per contestare ai proprietari il reato di maltrattamento di animali.
Una decisione importante, che dimostra come determinate condotte non possano più essere considerate normali o accettabili soltanto perché avvengono all’interno di una proprietà privata. I cani però non sono stati sequestrati e la risposta è semplice.
Gli animali, nonostante le condizioni di detenzione, sono risultati in buono stato di salute e particolarmente anziani. Per questo motivo, dopo il confronto con il servizio veterinario della ASL competente, si è ritenuto che la soluzione migliore fosse quella di lasciarli nell’abitazione, imponendo però l’immediata cessazione della condizione di sofferenza in cui erano costretti a vivere. Una decisione che ha consentito loro di riconquistare almeno una parte della libertà che era stata negata per anni.
Resta però aperto il capitolo giudiziario. I proprietari sono stati denunciati e nei loro confronti è stato avviato un procedimento penale. Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare le responsabilità e a stabilire se la detenzione degli animali integri il reato contestato dai Carabinieri intervenuti sul posto.
Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto siano importanti le segnalazioni dei cittadini.
Se nessuno avesse trovato il coraggio di parlare, quei due cani probabilmente sarebbero ancora oggi legati agli alberi.
Ecco perché continuerò a intervenire ogni volta che riceverò una richiesta di aiuto. Perché dietro ogni segnalazione potrebbe esserci un animale che aspetta soltanto qualcuno disposto a non voltarsi dall’altra parte.
14 maggio 2026
Enrico Rizzi
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