Una donazione generosa e necessaria: il Veneto stanzia 150mila euro per i randagi e dà l’esempio a tante altre regioni italiane.

Una realtà che sia da esempio per tante altre contro il randagismo: la regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi e per la gestione di essi nei canili. Un fondo che darà un aiuto concreto per combattere il fenomeno dell’abbandono, incentivare le adozioni e per aumentare (si spera) il numero di adozioni. Non si tratta solo di un etica bensì di una priorità anche dal punto di vista sanitario: scopriamone di più.
La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: una scelta politica necessaria
Il fondo istituito da una delle regioni più virtuose in Italia (forse quella più virtuosa), il Veneto, riconosce importanza e dignità ad un fenomeno che alle volte pare ignorato o comunque secondario rispetto ad altre problematiche. Il fondo di 150mila euro è una chiara scelta politica per combattere il randagismo, secondo le intenzioni del Presidente Alberto Stefani e del suo team di lavoro.
Il fondo servirà a fronteggiare le spese di gestione dei canili, che sono ancora molto alte, e stanzierà dei piani di controllo e gestione degli esemplari abbandonati. Nelle regioni del centro-sud il problema del randagismo come piaga della società rappresenta un allarme concreto ma pochi passi sono stati fatti per risolverlo.
Secondo le stime della consigliera regionale Elisa Cavinato, l’Igiene urbana veterinaria dell’Ulss 6 Euganea ha recuperato circa 1700 esemplari in un anno. Secondo le stime del Ministero della Salute (mai aggiornate in tempo reale sulle singole situazioni regionali) il numero di ingressi dei cani nei canili è pari a 2706 per quelli sanitari e 790 nei rifugi.
Infatti per canile sanitario si intendono quelle strutture per il ricovero temporaneo di cani randagi, accalappiati o morsicatori, mentre il rifugio è quello destinato al ricovero prolungato o definitivo dell’animale (avevamo già affrontato la differenza rifugi e canili a confronto).
La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: i costi e le novità
Secondo alcune stime i costi di mantenimento di ogni esemplare nei canili oscilla dai 2,50 euro ai 5 euro al giorno, e copre spese non solo inerenti ai beni di prima necessità ma anche relativi al benessere psichico degli ospiti a quattro zampe. Ma ci sono delle novità: grazie al decreto ministeriale del febbraio 2025, entro luglio del 2026 tutti i canili saranno dichiarati come ‘stabilimenti di sanità animale’.

Scopri le altre novità della nostra redazione:
- Emergenza scioccante, canili pieni di cuccioli, nessuno vuole adottarli
- Come aiutare canili e gattili: quali oggetti donare o acquistare
Esso vuole introdurre regole più stringenti sulle strutture utilizzate, sulla loro funzionalità e sull’impatto ambientale che hanno, in linea con le normative europee vigenti (in base al regolamento UE 2016/429). Gli spazi dovranno essere puliti, di grandezza adeguata al numero di ospiti e sicuri; si imporranno protocolli sanitari più rigidi, vi sarà l’obbligo di microchip e la registrazione degli animali nelle banche dati nazionali.