Per due settimane Journey è sopravvissuta accanto ai binari, terrorizzata dai treni e dagli uomini, finché qualcuno non l’ha salvata davvero.
Per quattordici lunghissimi giorni la sua vita è rimasta sospesa tra il rumore dei treni e la paura di essere travolta. Journey, una piccola Boston terrier, era stata abbandonata nei pressi di una ferrovia, costretta a sopravvivere completamente sola in un luogo dove ogni movimento sbagliato avrebbe potuto esserle fatale.

La cagnolina aveva individuato sotto un piccolo albero quello che probabilmente considerava il posto più sicuro a sua disposizione. Un riparo fragile, circondato però dai binari e dal continuo passaggio dei convogli.
Journey, il cane abbandonato sui binari che non si fidava più di nessuno
La situazione era estremamente delicata. Journey non doveva soltanto affrontare fame, solitudine e pericoli della ferrovia: con il passare dei giorni aveva sviluppato una fortissima paura delle persone.

Diversi tentativi di recuperarla, infatti, si erano trasformati in inseguimenti e la cagnolina aveva cominciato ad associare la presenza umana a qualcosa da cui scappare. Anche chi cercava di aiutarla diventava, ai suoi occhi, una possibile minaccia.
La paura era arrivata al punto che Journey esitava persino a tornare sotto l’albero che fino a quel momento le aveva offerto un minimo di protezione. Avvicinarla con la forza sarebbe stato troppo rischioso: spaventandosi avrebbe potuto correre proprio verso i binari mentre sopraggiungeva un treno.
Servivano quindi pazienza, prudenza e soprattutto una strategia che permettesse di metterla in salvo senza costringerla a fuggire ancora.
I tentativi di salvataggio e le ricerche durante la notte
A occuparsi del recupero sono state Suzette Hall e Rosario Ortiz, volontarie di Logan’s Legacy 29, che hanno trascorso ore sul posto nel tentativo di conquistare la fiducia della piccola Boston terrier.
Le ricerche sono proseguite anche quando è arrivato il buio. Suzette si è spinta lungo la ferrovia durante la notte cercando di individuare Journey, consapevole che lasciarla ancora lì avrebbe significato esporla nuovamente al passaggio dei treni.
Ma quella sera ogni tentativo è risultato inutile. La cagnolina continuava a scappare e non era ancora possibile recuperarla in sicurezza. Le volontarie, però, non hanno rinunciato.
La trappola che ha cambiato il destino di Journey
Il giorno seguente è stata scelta una strategia diversa. In una zona sopraelevata rispetto ai binari è stata sistemata una trappola, nella speranza che Journey decidesse di avvicinarsi spontaneamente.
Questa volta l’attesa ha dato il risultato sperato.
La Boston terrier si è avvicinata ed è entrata nella trappola. Quando il dispositivo si è chiuso, dopo circa due settimane trascorse a scappare da tutto e da tutti, Journey era finalmente al sicuro.
Niente più treni che le sfrecciavano accanto, nessuna fuga disperata e nessuna notte trascorsa sotto quell’albero cercando un posto nel quale sentirsi protetta.
Perché è stata chiamata Journey
Il nome scelto per lei racconta proprio ciò che ha attraversato. In inglese “Journey” significa “viaggio”, e il suo è stato un percorso fatto di paura, resistenza e sopravvivenza.
Per quattordici giorni questa piccola cagnolina ha dovuto cavarsela da sola in un ambiente estremamente pericoloso, senza poter comprendere quali persone volessero davvero aiutarla.
Ora, però, quel viaggio sui binari è terminato. Davanti a Journey può finalmente cominciarne un altro: quello verso una vita nella quale non sarà più costretta a correre per salvarsi.