I delfini di Shark Bay sorprendono ancora: alcune femmine sembrano mostrare ai propri cuccioli come utilizzare le conchiglie per catturare i pesci, una sofisticata tecnica di caccia chiamata “shelling”.
I delfini continuano a sorprendere gli studiosi per la loro intelligenza e per la complessità delle relazioni sociali. Una nuova osservazione effettuata nelle acque australiane ha acceso l’attenzione su un particolare comportamento di caccia, conosciuto come “shelling”, e soprattutto sul modo in cui questa abilità potrebbe essere trasmessa dalle femmine adulte ai loro cuccioli.
Si tratta di una tecnica tutt’altro che comune e documentata soltanto in alcune popolazioni di delfini. Gli animali sfruttano le grandi conchiglie presenti sul fondale marino per riuscire a catturare piccoli pesci che cercano rifugio al loro interno.
La tecnica richiede una notevole coordinazione. Il delfino individua una conchiglia nella quale si è nascosto un pesce e la raccoglie utilizzando il rostro, cioè la parte anteriore e allungata della testa. Successivamente porta il guscio verso la superficie e lo solleva fuori dall’acqua. Facendo defluire l’acqua presente all’interno, riesce a far scivolare il pesce direttamente nella propria bocca.
È quindi una vera strategia di caccia che richiede esperienza e una precisa sequenza di movimenti. Proprio per questo gli studiosi sono particolarmente interessati a comprendere come i giovani delfini riescano ad apprenderla.
Una delle osservazioni più interessanti è avvenuta nell’area di Shark Bay, nell’Australia occidentale, una zona già conosciuta dagli studiosi per la presenza di delfini capaci di utilizzare questa tecnica.
Durante il monitoraggio, una femmina adulta è stata vista immergersi ripetutamente alla ricerca di cibo. In diverse occasioni è riemersa con una conchiglia, ma invece di svuotarla come normalmente avviene durante lo shelling, l’ha lasciata ricadere verso il fondale.
Le immagini riprese dall’alto hanno permesso di osservare quello che è successo successivamente. Il cucciolo che si trovava con lei ha recuperato la conchiglia e ha iniziato a manipolarla in maniera simile alla madre, tentando a sua volta di mettere in pratica la tecnica.
Dopo alcune emersioni, però, il giovane animale ha lasciato cadere il guscio ed è tornato in superficie senza la conchiglia. Secondo i ricercatori, potrebbe essere accaduto per inesperienza oppure perché il cucciolo non aveva ancora acquisito la necessaria dimestichezza con i movimenti richiesti.
L’episodio è particolarmente interessante perché potrebbe offrire nuovi elementi sul modo in cui determinate conoscenze vengono trasmesse tra generazioni.
In passato gli studiosi avevano già osservato che i delfini che frequentavano individui esperti nello shelling sembravano avere maggiori possibilità di apprendere questa particolare tecnica. Ciò suggerisce che le relazioni sociali possano avere un ruolo fondamentale nella diffusione di determinati comportamenti.
Le nuove osservazioni rafforzano l’ipotesi che anche il rapporto tra madre e cucciolo possa rappresentare un importante canale di apprendimento.
L’utilizzo delle conchiglie rappresenta un ulteriore esempio della straordinaria capacità dei delfini di adattare il proprio comportamento alle caratteristiche dell’ambiente.
Gli studiosi stanno inoltre cercando di comprendere quanto queste tecniche possano svilupparsi indipendentemente in popolazioni differenti. Osservazioni sull’uso delle conchiglie in diverse zone delle coste australiane potrebbero infatti indicare che comportamenti simili siano comparsi separatamente.
Studiare episodi come quello della femmina e del suo cucciolo permette quindi di conoscere meglio non soltanto le strategie alimentari dei delfini, ma anche la loro complessa vita sociale e le modalità attraverso le quali abilità ed esperienze possono essere trasmesse da un individuo all’altro.
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