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Bergamo, due anni al serial killer di gatti

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Il tribunale di Bergamo ha emesso una sentenza di due anni di reclusione nei confronti di un 40enne del comune orobico di Trescore Balneario, ai quali aggiungere un anno di libertà vigilata con l’obbligo di seguire delle cure specifiche. L’uomo era accusato di stalking nonché della barbara uccisione di due gattini, che erano anche stati torturati prima di finire ammazzati.

Per l’imputato era stata chiesta addirittura l’assoluzione congiunta sia da parte dei legali che componevano la sua difesa che da quelli che rappresentavano l’accusa, con la giustificazione che il 40enne fosse affetto da un disturbo antisociale di personalità capace di minarne fortemente le capacità di esercitare ed imporre la propria volontà.

Questo secondo una perizia psichica che la difesa dell’imputato ha chiesto ed ottenuto, puntando anche sulla insussistenza del reato contestato di stalking. A quanto sembra, l’uomo scrutava le inserzioni relative le donazioni di animali, cercando in particolar modo dei gattini da accudire. Ma una volta ottenuti le sue intenzioni erano ben altre, e decisamente più macabre, uccidendoli con efferatezza dopo averli sottoposti ad indicibili sevizie e torture.

Nonostante le dirotte capacità cognitive dell’uomo, una sentenza di condanna giunta dopo il verificarsi di un odioso caso di violenza sugli animali non può che rappresentare una buona notizia, in quanto la speranza è che provvedimenti simili frenino la smania di fare del male ad essere indifesi come i gattini, nella circostanza. Negli scorsi mesi in Francia era avvenuta una barbarie simile con protagonisti dei giovanissimi ragazzi che avevano sottoposto a pesanti maltrattamenti un gattino di pochi mesi per poi ucciderlo deliberatamente.

E pochi giorni fa un uomo è stato finalmente fermato dopo aver sottoposto a violenze tutti i componenti della propria famiglia, ovvero la mogle ed i due figli, oltre ad un cane che alla fine è stato colui che ha dovuto pagare il prezzo più alto.