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Bocconi avvelenati, strage di cuccioli in Sicilia: “Ora basta, servono leggi più dure”

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bocconi avvelenati
Dieci cuccioli uccisi da bocconi avvelenati, ennesima strage in Sicilia

Ancora i soliti bocconi avvelenati. Dopo i tanti episodi avvenuti nei mesi scorsi in Sicilia, stavolta la cosa si ripete. E le vittime sono dei cuccioli.

I mostri sono tornati in azione in Sicilia. Dopo i casi frequenti che hanno costellato gli scorsi mesi di morti assurde ai danni di tanti poveri cani e gatti randagi, adesso sull’Isola si ritorna a dover fare i conti con i maledetti bocconi avvelenati. A San Filippo a Furnari, in provincia di Messina, sono stati ritrovati 10 sfortunatissimi cuccioli. Tutti avevano soltanto poche settimane di vita, e sono rimasti uccisi dalla crudeltà di certe persone.

Il ritrovamento di così tanti corpicini ha reso fin da subito sospette le circostanze della loro morte, ed infatti le analisi svolte sui loro cadaveri ha confermato che sono state delle sostanze velenose contenuti in dei bocconi avvelenati che avevano ingerito poco prima ad ammazzarli. Purtroppo non ci si rende conto di avere a che fare con la vita di altri esseri. I quali dovrebbero avere pari diritti rispetto a noi. Se vivono c’è un motivo, mentre è del tutto ingiustificabile toglierli di mezzo, per di più in una maniera così assurda e violenta.

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Bocconi avvelenati, la cosa si ripete: morti 10 cuccioli

Poi chi fa questo evidentemente non riesce nemmeno a comprendere di rappresentare un potenziale pericolo anche per gli animali di proprietà, oltre che per le persone ed altri animali. Le preoccupazioni maggiori sono anche per i bambini che potrebbero concretamente entrare in contatto con le sostanze nocive. Adesso questo ennesimo caso riguardante dei bocconi avvelenati appositamente per uccidere esige che la Legge Italiana si adegui. Vanno studiate delle pene più severe per i responsabili di queste atrocità. Una priorità che non può più essere procrastinata, come affermato con veemenza dalla associazione animalista LAV.

“Quegli animaletti hanno sofferto molto prima di morire. Ancora una volta abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di come serva una legge nazionale che vada a colpire gli episodi di avvelenamento. Nello specifico occorre mostrare il pugno di ferro contro i mostri di turno. Serve prevenire certe atrocità, e la certezza della pena può essere a questo punto la via più giusta. Ogni volta la situazione si aggrava. Invece occorrerebbe mostrare un segnale forte contro questo fenomeno. Chiediamo a Governo e Parlamento di intervenire in tal senso”.

A.P.

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