Home News Caccia senza restrizioni, il Parlamento approva: le associazioni protestano

Caccia senza restrizioni, il Parlamento approva: le associazioni protestano

Il Parlamento ha approvato la caccia senza restrizioni anche nelle zone con il divieto, scatenando così l’ira delle associazioni animaliste

caccia restrizioni parlamento approva associazioni protestano
Cacciatori con cani (Pexels)

Secondo il nuovo provvedimento approvato ed emanato dalla Commissione Agricoltura della Camera, le attività di contenimento non costituiscono attività di caccia. Proprio per questo si potrà sparare anche nelle aree protette e nei cosiddetti giorni di “silenzio venatorio”. Proprio il primo marzo 2022, il Parlamento ha approvato la modifica alla legge in materia di contenimento dei danni provocati dalla fauna selvatica, la legge in questione è la n. 157 dell’11 febbraio 1992.

Il parlamento fa infuriare le associazioni che non ci stanno e insorgono nei confronti della caccia senza restrizioni

bracconieri senza limiti animalisti insorgono
Cacciatore (Sebastian Pochieca – Unsplash)

Le più grandi associazioni nazionali in ambito di salvaguardia degli animali si sono già mobilitate. Tra le tante ci sono la Lipu, l’Enpa, e tante altre come Lac, Lav, Legambiente e WWF Italia. Tutte queste hanno cercato subito di contattare il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, chiedendo di «assumere una posizione di netta contrarietà e ai parlamentari di respingere questo gravissimo attacco agli animali selvatici».

Ti potrebbe interessare anche >>> Tiziano Ferro dice stop alla caccia: c’è la firma!

Sulla sua pagina Facebook, il 7 marzo 2022, il direttore generale della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) Danilo Selvaggi ha pubblicato un post molto critico nei confronti della decisone presa dal Parlamento. Scrive Danilo Selvaggi: «È difficile credere a quanto avvenuto, eppure è avvenuto. In piena guerra, nel pieno dramma internazionale, nel silenzio dei lavori di tutti i giorni, la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il testo base di modifica della legge 157/92 che prevede non solo il riconoscimento dei cacciatori come “strumento di controllo”, ma la creazione di Istituti regionali per la fauna in sostituzione di Ispra».

La decisione sulla caccia illimitata nasce dalla necessità di proteggere gli allevamenti

parlamento decisione abbattimento animali selvatici
Cinghiale allo stato brado (Kevin Jackson – Unsplash)

Ma quali sono le motivazioni che hanno portato la Commissione Agricoltura della Camera e i parlamentari a votare a favore di tale modifica? La Commissione presieduta dal deputato del Movimento 5 stelle, Filippo Gallinella, ha più volte ribadito, come si legge negli atti parlamentari, che l’abbattimento della fauna selvatica nasce fondamentalmente «per la migliore gestione del patrimonio zootecnico». Lo scopo principale è quindi quello di tutelare le aziende agroalimentari zootecniche che, negli ultimi anni hanno registrato un ottimo risultato nelle vendite internazionali. Un settore importantissimo quindi, per tutta l’economia italiana che però, agli albori dell’anno corrente, ha trovato non poche difficoltà causa l’avvento della Peste suina africana.

Inoltre, come riportato dalle novità introdotte dal testo della nuova legge statale, l’uccisione degli animali è considerata valida anche al fine di tutelare « la pubblica incolumità e sicurezza stradale». Tutto ciò fa riferimento ad episodi avvenuti con protagonisti persone ed animali allo stato brado. Un esempio è l’incidente che ha avuto luogo sulle sponde del Lago dei Castelli Romani, a Castel Gandolfo; dove un canoista è stato aggredito da un cinghiale selvatico.

Ti potrebbe interessare anche >>> Lasciato al canile: Cane anziano non smette di piangere (FOTO)

Tutte le azioni previste dalla legge saranno illimitate, ovvero potranno essere effettuate anche nelle zone con il divieto di caccia: incluse aree protette e aree urbane, anche nei giorni di “silenzio venatorio”. Tutto ciò perché «le attività di contenimento non costituiscono esercizio di attività venatoria». (Mattia Narsi)