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Il cane Jack del Soccorso alpino alle prese con una dura battaglia

Il cane Jack dipendente del Soccorso alpino riesce a vincere una dura battaglia che gli avrebbe impedito di continuare a vivere.

Cane Jack del Soccorso alpino
Il cane Jack del Soccorso alpino combatte una dura battaglia (Facebook-Soccorso alpino fvg)

Al giorno d’oggi molti cani sono vittime dell’essere umano. È il caso di Jack, il cane dipendente del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia, in grado di seguire le tracce e prestare soccorso alle persone disperse in montagna, come sciatori o escursionisti. L’amico a quattro zampe, durante la passeggiata nella zona di Chialina, con il suo padrone, viene colpito dal veleno di alcuni bocconi di carne, che lui stesso ha ingerito. Il corpo forestale, insieme ad un cane addestrato per la ricerca antiveleni, decidono così di ricercare eventuali esche avvelenate, indirizzando successivamente le indagini. Ora, il coraggioso cane, a cosa è destinato?

Jack e la sua battaglia da vincere: gli aspetta un mese intensissimo

Cane Jack del Soccorso alpino
I soccorsi cercano il veleno che ha colpito Jack (Facebook-Soccorso alpino fvg)

Il padrone e il cane vivono nella zona di Chialina, situata nel piccolo centro delle Alpi Carniche. L’uomo, soccorritore cinofilo, fortunatamente si è accorto dei comportamenti insoliti di Jack, portandolo così alla clinica veterinaria di Padova, non così vicina alla loro abitazione. È stata una corsa contro il tempo!

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L’Australian Kelpie, appena arrivato in clinica, viene ricoverato d’urgenza. Immediatamente sedato e intubato. Dopo accurati esami viene accertato l’avvelenamento da lumachicida e topicida, tossici e maligni per un animale. La fase cruciale, però, viene superata. Ora saranno necessarie altre valutazioni per accertare che non ci siano stati danni neurologici.

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Grazie alla professionale attenzione e valutazione dei medici veterinari, Jack viene estubato per poi essere dimesso dalla clinica. Ora, riesce sia a mangiare, che a fare i bisogni. Per il prossimo mese sarò sottoposto a una cura riabilitativa per far sì che si possa riprendere al meglio e ritornare, così, all’affetto dei suoi cari.

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Susanna Maggiori