Parole durissime contro i cani e chi li accudisce hanno acceso un dibattito che divide esperti e animalisti.
Ci sono parole che fanno male quasi quanto i fatti. Quando vengono pronunciate in televisione, davanti a milioni di persone, il loro peso diventa ancora più grande. È quello che sta accadendo in Egitto, dove un acceso dibattito sul randagismo ha preso una piega che ha indignato associazioni animaliste, veterinari e studiosi del comportamento animale.

Durante una trasmissione televisiva molto seguita, una nota opinionista ha sostenuto che il problema dei cani randagi potrebbe essere risolto soltanto eliminandoli del tutto. Al suo fianco c’era anche un veterinario che ha proposto misure altrettanto estreme, come separare maschi e femmine e trasferirli in aree desertiche, lontano dai centri abitati.
Il randagismo trasformato in un nemico
Il fenomeno dei cani senza famiglia in Egitto è molto complesso. Le stime parlano di milioni di animali che vivono per strada e che continuano a riprodursi, soprattutto nelle zone rurali, anche a causa degli abbandoni e della scarsa diffusione della sterilizzazione.

Nella discussione televisiva, però, il problema è stato affrontato quasi esclusivamente dal punto di vista della sicurezza pubblica, senza approfondire le cause che hanno portato a una situazione così difficile. Le soluzioni proposte hanno puntato sull’allontanamento o sull’eliminazione degli animali, escludendo percorsi di gestione più rispettosi del loro benessere.
Le frasi contro chi vive con un cane
A suscitare ancora più polemiche sono state alcune dichiarazioni rivolte ai proprietari di cani. L’opinionista ha infatti definito l’animale “impuro”, arrivando a estendere questo giudizio anche alle persone che scelgono di condividere la propria vita con lui.
Si tratta di un tema molto delicato che affonda le radici in alcune interpretazioni religiose. Tuttavia il rapporto tra il mondo islamico e i cani è molto più articolato di quanto spesso si creda. Esistono infatti studiosi e testi della tradizione che descrivono il cane come un compagno fedele e un animale degno di rispetto.
Proprio questa pluralità di interpretazioni rende ancora più acceso il confronto, soprattutto tra chi si batte per superare antichi pregiudizi e promuovere una cultura del rispetto verso tutti gli esseri viventi.
Gli esperti: eliminare i cani non risolve il problema
Le associazioni animaliste e numerosi esperti hanno condannato le proposte ascoltate in televisione. Secondo biologi ed etologi, abbattere o allontanare in massa i cani randagi non rappresenta una soluzione efficace.
Da tempo viene infatti spiegato il cosiddetto “effetto vuoto”: quando un territorio viene improvvisamente privato della popolazione canina, altri animali occupano quello spazio, con possibili conseguenze anche più problematiche per l’equilibrio urbano e per la salute pubblica.
Per questo molte organizzazioni continuano a sostenere programmi basati sulla cattura, la sterilizzazione, la vaccinazione e il successivo reinserimento degli animali sul territorio, considerati strumenti più etici e più efficaci nel lungo periodo.
Una questione che riguarda tutti
Quello che è andato in onda non è stato soltanto un dibattito sul randagismo. Ha riportato al centro una domanda che molti Paesi si pongono ancora oggi: quale posto vogliamo riservare agli animali nella nostra società?
Quando un cane viene descritto come un problema da cancellare, il rischio è quello di dimenticare che dietro ogni animale c’è una responsabilità umana fatta di abbandoni, mancate sterilizzazioni e scelte politiche insufficienti.
Molti animalisti ricordano che il rispetto non dovrebbe dipendere dalla specie, dalla cultura o dalle convinzioni personali. Una società che cerca soluzioni senza ricorrere alla violenza, sostengono, è una società che protegge non solo gli animali, ma anche i propri valori più profondi.