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Circhi con animali, Genova dice basta: negato l’attendamento all’“Africa” di Paolo Orfei

Circhi con animali, Genova dice basta: negato l’attendamento all’“Africa” di Paolo Orfei.

Genova ha negato l’autorizzazione all’attendamento del circo “Africa” di Paolo Orfei, previsto per metà febbraio (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

A Genova l’arrivo del circo “Africa” di Paolo Orfei ha acceso un dibattito, animato dal sindaco e dai cittadini. Il benessere degli animali, che vengono fatti esibire durante gli spettacoli circensi, ha infatti animato una diatriba sull’opportunità o meno di ospitare nella città i tendoni. La volontà del sindaco di impedire l’attendamento ha riacceso così i riflettori sul tema della presenza degli animali nei circhi e sul potere dei primi cittadini nel contrastare questa pratica.

Stop al circo a Genova: la decisione del sindaco di impedire l’attendamento dell’Africa di Paolo Orfei

Con la scelta di negare l’autorizzazione all’attendamento del circo “Africa” di Paolo Orfei, previsto per metà febbraio, il capoluogo ligure non ha solo preso una decisione amministrativa, ma ha lanciato un segnale politico e culturale che risuona a livello nazionale.

Il circo “Africa” di Paolo Orfei, previsto per metà febbraio, non si terrà a Genova per la decisione del sindaco che non vuole gli spettacoli con gli animali (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

La decisione del Comune di Genova è arrivata netta: niente permessi per chi ancora porta in pista animali. La tappa del tour di Paolo Orfei, che avrebbe dovuto svolgersi dal 12 al 16 febbraio, è stata cancellata alla radice. La forza di questa scelta risiede nella sua doppia natura: da un lato la negazione dello spazio fisico, dall’altro l’iniziativa legislativa locale. La Consigliera Francesca Ghio, delegata alla tutela degli animali, ha infatti depositato una mozione formale per sollecitare il Governo centrale. L’obiettivo è chiaro: basta rinvii. Il Comune di Genova chiede che il Ministero della Cultura dia finalmente seguito alla legge che prevede il progressivo superamento dell’uso di animali nei circhi.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>>

Questa presa di posizione non è solo una vittoria per le associazioni animaliste come la LAV (Lega Anti Vivisezione), che da anni monitora la situazione, ma rappresenta il sentimento di una cittadinanza che non riconosce più nel “leone in gabbia” o nell’”elefante ammaestrato” una forma di intrattenimento accettabile. Paesi come l’Austria hanno tracciato la rotta già nel lontano 2005, vietando l’uso di animali selvatici negli spettacoli attraverso riforme mirate del benessere animale. Molti altri stati membri hanno seguito l’esempio, comprendendo che il valore educativo del circo non può basarsi sulla coercizione di esseri senzienti, ma sulla valorizzazione del talento umano.

Stop ai circhi con animali: in diverse città di Italia è stato vietato l’attendamento (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

La Legge delega n. 106 del 2022 contiene al suo interno il mandato per il definitivo superamento degli animali negli spettacoli viaggianti. Sulla carta, l’Italia avrebbe dovuto essere già in una fase avanzata di dismissione. Tuttavia, dalla sua approvazione, l’attuazione dei decreti legislativi necessari è stata rinviata per ben tre volte. Il caso Genova serve a scuotere il Governo: la mozione della consigliera Ghio punta a trasformare l’eccezione ligure in una regola nazionale, evitando che ogni singola città debba ingaggiare una battaglia legale e amministrativa diversa per far valere un principio che dovrebbe essere già legge dello Stato.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>>

Le statistiche fornite dalla LAV e dai principali istituti di ricerca mostrano un Paese che ha già compiuto il sorpasso culturale rispetto alla politica. Il 76% degli italiani si dichiara contrario all’uso di animali nei circhi. Il 79% dei cittadini ritiene invece che i fondi pubblici (spesso ingenti tramite il Fondo Unico dello Spettacolo) non debbano più andare a strutture che mantengono animali, ma debbano essere vincolati alla riconversione.

Gli animali nei circhi sono presenti in numero sempre minore: negli ultimi anni sono diminuiti gli spettacoli con i quattro zampe (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Impedire fisicamente a una carovana di sostare su un territorio pubblico è considerato, quindi, un eccesso di potere. Tuttavia, esistono delle “armi” legali che i Comuni possono impugnare per disincentivare i circhi. In primis ci sono i regolamenti sul benessere animale, che permettono al Comune di imporre standard alti per la detenzione degli animali (spazi minimi, igiene, assistenza veterinaria costante). Ci sono poi i controlli da parte della polizia municipale e delle ASL, che possono effettuare ispezioni minuziose e in caso di inosservanze dei regolamenti disporre la sospensione degli spettacoli per motivi tecnici e sanitari. Il vero nodo della questione risiede a livello nazionale.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Animali come fenomeni da baraccone: il Governo chiude la fiera della vergogna

L’Italia sta attraversando un lento processo di transizione verso il cosiddetto “circo senza animali”. La Legge Delega del 2022 sullo spettacolo ha sancito ufficialmente l’orientamento dello Stato verso il superamento dell’uso degli animali nelle attività circensi e negli spettacoli viaggianti. Si tratta di un traguardo storico che allineerebbe l’Italia a molti altri paesi europei. Tuttavia, la sua applicazione pratica è rimasta imbrigliata in una serie di rinvii e decreti attuativi mai pienamente operativi. Finché questo processo non giungerà a compimento, i sindaci si troveranno sempre sospesi tra la spinta dell’opinione pubblica sensibile al tema dei diritti degli animali, e la normativa nazionale che ancora protegge l’impianto tradizionale del circo.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Sindaco di Bacoli contro il circo con animali: la notizia che ha fatto il giro del web

Il messaggio che arriva dai piccoli comuni è chiaro: l’intrattenimento del futuro non può passare per la sofferenza degli animali. La resistenza di sindaci come quelli della città di Bacoli è il segnale di un cambiamento culturale profondo. L’idea di un intrattenimento basato sulla coercizione di specie esotiche o domestiche è percepita da una larga fetta di popolazione come ormai relegata al passato. Il successo di realtà come il Cirque du Soleil dimostra che la magia del circo risiede invece oggi nell’atletismo, nella scenografia e nella narrazione umana, non necessariamente nella presenza di elefanti o tigri. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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Elisabetta Guglielmi

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