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Combattimenti tra grilli in Cina: un business che indigna il mondo

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Combattimenti tra grilli (LIU JIN/AFP/Getty Images)

Mentre da circa un mese, grilli, locuste e altri insetti simili sono disponibili negli scaffali dei supermercati in Svizzera, dall’altra parte del mondo, in Cina, vengono organizzati dei veri e propri combattimenti tra insetti. Uno di questi, sicuramente il più tristemente noto,è il campionato nazionale che vede scendere in campo e affrontarsi dei grilli. Si tratta di un’usanza millenaria e il giro d’affari è da capogiro, con tanto di infiltrazioni, nemmeno tanto celate, della criminalità organizzata.

Foto e video documentano un’oscena usanza: in un ring di appena 20/25 centimetri gli insetti se le danno di santa ragione. Ovviamente, in precedenza sono stati addestrati e dopati in modo da renderli più attivi. Tutti intorno, decine di persone seguono gli sviluppi del match. Il business è rilevante: i grilli più ‘bravi’ valgono anche centinaia di dollari. Per dare alcune cifre, i migliori esemplari vengono venduti a 50mila yuan, circa 5mila euro. Soldi, appunto, gestiti da organizzazioni malavitose.

Da dove deriva la tradizione?

La ‘tradizione’ dei combattimenti risale alla dinastia Tang. A quell’epoca, per la prima volta, vennero scoperti grilli estremamente grandi e aggressivi. I primi tra questi provenivano dalla città di Sidian, nella provincia di Shandong. Per tali ragioni, furono usati proprio dagli imperatori, che grazie alle sfide tra grilli tentavano di dirimere questioni importanti. Successivamente, questa pratica divenne un vero e proprio business e si aprirono delle caccia annuali. I grilli facevano fare affari e in tanti ne traevano vantaggio.

E’ davvero difficile trovare una sola famiglia cinese che non sia coinvolta nel business dei combattimenti tra grilli. A vario titolo, c’è sempre qualcuno che ci lavora, tra chi cattura insetti, chi gestisce i combattimenti, chi gli alberghi in cui si lancia il mercato e si fanno gli investimenti. La ‘capitale’ di questa disciplina è Sidian appunto, dove i grilli fruttano fino a 15mila euro al mese. Ovviamente, il rovescio della medaglia è ben evidente: i grilli, in questi combattimenti, muoiono, se ne trovano sempre meno di quelle forme e dimensioni e vengono sfruttati fino a ridurli alla morte. Da qui la denuncia continua delle associazioni animaliste che iniziano a prendere piede anche in Cina.

GM