Arriva il caldo ed i nostri amici a quattro zampe cambiano il loro modo di comportarsi? Ecco che cosa hanno scoperto gli esperti.
Le giornate calde stanno diventando anche difficili da gestire, se abbiamo dei cani o dei gatti. Il motivo? Molto spesso cambiano il loro modo di fare per via delle condizioni climatiche e non è solamente un modo di dire.
Andiamo a scoprire che cosa dicono gli scienziati e come ci possiamo comportare di conseguenza per evitare problemi agli amici pelosi.
Quando le temperature salgono in modo elevato resistere al caldo non è solamente una questione di sopravvivenza, con l’aumentare delle temperature il caldo cambia il funzionamento anche di una parte del cervello dei nostri amici animali.
E con questo intendiamo proprio tutte le razze dagli uccelli agli insetti, dai mammiferi ai pesci. Stando a vari studi scientifici, le ondate di calore possono compromettere il loro apprendimento. In alcuni casi, poi, diventano anche maggiormente aggressivi.
In altri, invece, la capacità di risolvere un problema diminuisce, e anche di molto. Un esempio molto chiaro, di quello che vi abbiamo detto prima, arriva da alcuni uccelli selvatici in Sudafrica. In condizioni normali mettono in atto varie strategie per trovare il cibo.
Quando arriva il caldo, lo stesso compito, diventa difficile e spesso si ritrovano a commettere vari errori. Non riescono ad adattare il loro modo di fare al caldo. Le varie ricerche effettuate dimostrano che il caldo aumenta anche l’irritabilità e la reattività.
Il comportamento aggressivo è stato visto in varie specie come uccelli, mammiferi e perfino pesci. Quando fa caldo, gli animali, reagiscono maggiormente di impulso, in modo particolare se il problema riguarda il cibo oppure il loro territorio.
Un normale fatto quotidiano può diventare uno scontro. Allo stesso modo diminuisce anche la capacità di distinguere tra pericolo reale e non, riducendo anche la loro sorveglianza. Ma come mai accade tutto questo? Il motivo è biologico!
Negli animali a “sangue freddo” ed in molti mammiferi l’aumento delle temperature influisce sulle funzioni neuronali. Un cervello caldo altera la trasmissione di processi cognitivi e riduce la memoria. Una pratica che rende il sistema nervoso, allo stesso tempo, meno stabile.
Ecco quindi che ci sono numerosi effetti a cascata. Come possiamo immaginare le conseguenze non sono solamente sui singoli animali, ma può alterare un intero ecosistema. Un esempio? Gli impollinatori diminuiscono le visite che influenzano la riproduzione delle piante.
I predatori e le prede possono reagire in modo meno prevedibile. Capita che anche la riproduzione ne risenta rendendo gli animali maggiormente stressati. Con il cambiamento climatico, purtroppo, le ondate di calore stanno diventando sempre più grandi e frequenti.
Ecco quindi che il cervello degli animali non è sotto stress in alcuni momenti eccezionali ma in modo ricorrente. Gli scienziati ci tengono a sottolineare che il riscaldamento è un aspetto globale anche se ancora poco considerato. Ricordiamoci che se il cervello non riesce a funzionare correttamente nei momenti critici anche l’ambiente amico può diventare ostile.
Il caldo non sta cambiando solamente il clima ma anche gli animali che lo popolano.
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