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Coppia perde 29 cani maltrattati in maniera inconsapevole: lo ha deciso il Tar

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Ha avuto esito sfavorevole per una coppia la sentenza del Tar del Piemonte, il quale ha ritenuto inammissibile il ricorso di marito e moglie contro il divieto che era stato loro imposto di tenere in casa ben 29 cani. Gli animali erano stati tolti ai due, che contemporaneamente hanno ricevuto anche una multa salatissima di 4mila euro di ammenda per ognuno di loro, e tutto questo a causa del reato di maltrattamento di animali. Ma i diretti interessati non si sono arresi e hanno deciso di avvalersi del giudizio del Tribunale Amministrativo Regionale. Niente da fare anche in questo caso però. Il caso risale a diverso tempo fa, parliamo di anni. A Valle San Bartolomeo, in provincia di Alessandria, questa vicenda aveva fatto discutere l’intero paese.

Erano stati alcuni vicini di casa ad inoltrare diverse segnalazioni alle forze dell’ordine in merito. A queste fecero seguito dei controlli da parte dell’Asl locale, di alcuni emissari del Comune ed anche della magistratura ordinaria. Oltre ai 29 cani sopra citati ne furono scoperti altri 14. E tutti loro erano costretti a vivere in uno spazio strettissimo, molto di più rispetto a quello che in condizioni normali la permanenza di un quattrozampe all’interno di un ambiente domestico prevederebbe. In più questa situazione aveva dato adito anche al proliferare di una situazione igienico-sanitaria gravemente compromessa.

Cani maltrattati anche se in maniera inconsapevole, così non potevano essere tenuti

I quattrozampe così detenuti dovevano fare i conti con diverse ferite, alcune delle quali presentavano alopecia, oltre che con la permanenza di ratti. Dopo un primo sequestro seguito da un ricorso, la coppia ottenne la restituzione di 5 cani. Ma questa triste storia di cani maltrattati, anche se in maniera inconsapevole, come precisato dallo stesso Tar, è giunta finalmente al termine. I cani non erano sottoposti a vessazioni ed abusi, ma le condizioni in cui venivano tenuti erano non idonee ad una situazione di normalità. Non è la prima volta che assistiamo ad una situazione del genere: già a luglio era avvenuta una cosa analoga almeno per quanto riguarda l’aspetto numerico dei cani coinvolti. Ma in quel caso la persona implicata aveva una cura decisamente maggiore dei suoi quattrozampe.