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Dal Canada al Giappone in aereo: il viaggio della morte di migliaia di cavalli

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Prosegue la campagna delle associazioni animaliste in Canada sulla tratta dei cavalli destinati ai macelli in Giappone. Un fenomeno che è stato al centro di un’indagine per cui ogni anno oltre 13mila esemplari sono caricati sugli aerei cargo negli aeroporti canadesi di Edmonton e Calgary in Alberta e dall’aeroporto di Winnipeg a Manitoba con destinazione Giappone, uno dei maggiori importatori di carne equina. Infatti, secondo i dati trasmessi, il Giappone solo nel 2016 avrebbe importato 6,5 milioni di cavalli. La carne di cavallo è una prelibatezza che viene consumata per un piatto specifico, una specialità sushi chiamata Basashi per cui la carne deve essere consumata entro tre giorni dalla macelazzione.

La Humane Society International ha condotto una battaglia per ridurre le importazioni. Non solo gli equini sono utilizzati per il settore alimentare ma anche per i cosmetici.  L’esportazione dal Canada è aumentata negli ultimi tre anni in quanto molti allevatori americani che non possono esportare, inviano i cavalli oltre il confine per spedirli dagli aeroporti canadesi.
Una vera a propria tratta che viola il benessere animale alla quale consente anche un regolamento dell’agenzia Canadian Food Inspection (CFIA) per cui i cavalli possono essere trasportati senza cibo, acqua o riposo fino a 36 ore, laddove per legge le ore di viaggio non dovrebbero superare le 18 ore.

Ovviamente, non sono mancante vicende eclatanti per cui molti esemplari sono morti durante il volo e nelle fasi di atterraggio che con il decollo risulta essere molto stressante per gli animali.

Le associazioni hanno più volte denunciato la violenza alla quale sono sottoposti i cavalli stipati in delle casse troppo piccole con altri cavalli. Gli allevatori e le società coinvolte in questo commercio violano le normative in quanto rispettarle sarebbe troppo costoso e quindi il commercio non sarebbe più redditizio.
La stessa CFIA, l’agenzia che dovrebbe controllare, è al corrente di queste irregolarità ma non interviene, denunciano le associazioni.

Oltre al trasporto, gli animalisti sollevano anche la questione della macellazione in un altro paese dove i regolamenti sono diversi e non vi è un controllo lungo tutta la filiera.

Per questo, lo scorso anno, è stata avviata una petizione su change.org e rilanciata in questi giorni per fare pressione e affinché il governo canadese intervenga e siano rispettate le norme sul trasporto e la macellazione degli equidi.