Home News Il decoder che identifica il cane abbandonato o smarrito: un’idea utile

Il decoder che identifica il cane abbandonato o smarrito: un’idea utile

Il decoder che identifica il cane abbandonato o smarrito, mediante la lettura del microchip. Il dispositivo consegnato alla polizia

Cane smarrito (Foto Pixabay)
Cane smarrito (Foto Pixabay)

Il microchip è un dispositivo che serve per l’identificazione di un animale domestico, rivelandosi particolarmente utile in caso di smarrimento. Un oggetto dal valore notevole che oggi può essere integrato con un altro mezzo elettronico per ottenere maggiore efficacia.  I primi a sperimentarlo sono i membri del corpo di polizia locale di Cinisello Balsamo che hanno ricevuto l’apparecchio in dotazione dall’Ats città di Milano.

Potrebbe interessarti anche: Cosa rischia chi non mette il microchip al cane? Cosa stabilisce la legge

Il decoder che identifica il cane abbandonato o smarrito, l’idea da Milano 

Cane e padrona insieme (Foto Pixabay)
Cane e padrona insieme (Foto Pixabay)

L’aggeggio elettronico consente di identificare in maniera immediata gli animali che risultano dispersi e abbandonati. L’utilizzo è riservato agli agenti della polizia locale che potranno usare l’innovativo dispositivo quando si troveranno alle prese con la ricerca di un cane lasciato solo dai padroni o che risulta smarrito. L’importanza del suo utilizzo viene sottolineata anche da Bernardo Aiello, assessore alla sicurezza: “In apparenza è un servizio banale ma in realtà la tempestività del suo riconoscimento serve ad evitare agli animali il ricovero in una struttura, configurandosi come un ottimo sistema per trovare il loro padrone.”

Potrebbe interessarti anche: Microchip al cane: cosa è, a cosa serve, costi e curiosità

L’apparecchio elettronico è stato messo in prova già 24 ore dopo la sua consegna. Il motivo riguardava la ricerca di un cane che si era perso al Parco Nord. In pochissimi minuti, la polizia ha ritrovato il pelosetto che è stato subito portato dal padrone, rintracciato in poche ore. Qualcuno magari si starà chiedendo come sia possibile tutto questo. C’è una spiegazione ben precisa. L’apparecchio è collegato alla Banca dati Anagrafe animali d’Affezione che permette di risalire al proprietario, in un arco di tempo, molto breve. La necessità dell’ausilio di questo mezzo elettronico è la conseguenza di tanti casi di abbandono che sono stati registrati nel 2020 solo nella città di Cinisello. Infatti, in quel periodo sono stati segnalati 12 casi riguardanti l’abbandono o lo smarrimento, seguiti da 5 casi giudiziari che hanno coinvolto i cani che hanno ricevuto morsi o maltrattamenti. Dati del genere testimoniano un aumento considerevole di vicende simili rispetto al 2019.

Un’idea efficace che ci fa sentire più tranquilli in merito ad episodi piacevoli che possono verificarsi.

 

Benedicta Felice