Una vera e propria tragedia quella che è accaduta al piccolo Abbott. Andiamo a capire meglio insieme nel dettaglio.
Quando si parla di tragedia si cerca sempre il modo di capire che cosa è accaduto e come si può evitare che succeda nuovamente.

Andiamo a conoscere la storia di Abbott che ha perso la vita in un asilo per cani. Tutto raccontato del dettaglio.
Abbott perde la vita in un asilo per cani, qual’è la verità?
Doveva essere una mattinata come tante. Natasha aveva accompagnato Abbott, il suo adorato cane, all’asilo per cani dove era già stato altre volte, salutandolo prima di andare al lavoro. Non avrebbe mai immaginato che quello sarebbe stato l’ultimo addio.

Meno di un’ora dopo, il telefono ha iniziato a squillare. Sul display compariva il nome della struttura. Natasha pensava fosse una comunicazione di routine, invece dall’altra parte della cornetta è arrivata una frase devastante: “Non c’è un modo semplice per dirtelo… Abbott è morto mentre era sul tapis roulant”.
La donna è rimasta senza parole. Aveva lasciato il suo cane da meno di sessanta minuti e non riusciva a comprendere come una tragedia del genere potesse essersi consumata in così poco tempo. È corsa immediatamente verso la struttura, ma il tragitto sembrava interminabile. Ogni semaforo rosso, ogni auto nel traffico e lo sguardo rivolto al lettino e alle coperte di Abbott sul sedile posteriore rendevano quel viaggio ancora più straziante.
Poco dopo, Natasha e suo marito hanno potuto recuperare il corpo del loro amato compagno, accompagnandolo poi all’ospedale veterinario per l’ultimo saluto. Il dolore era immenso, soprattutto perché Abbott non era soltanto un cane: era diventato un membro della famiglia.
La sua storia era già stata segnata dalla sofferenza. Incrocio Shih Tzu di circa otto anni, era stato salvato da un’associazione che lo aveva sottratto all’eutanasia dopo la morte della persona con cui viveva. Era arrivato in affido insieme al fratello Costello, che però non era sopravvissuto al periodo trascorso in canile.
Dopo un delicato intervento chirurgico per rimuovere una massa e l’estrazione di tredici denti, Abbott aveva lentamente ritrovato salute e fiducia nelle persone. Quello che doveva essere un affido temporaneo si era presto trasformato in un’adozione definitiva. Natasha lo descrive come “il cane che non sapevamo di avere bisogno”, capace di portare serenità e affetto nella loro quotidianità.
Secondo quanto raccontato dalla donna in un articolo pubblicato da Newsweek, Abbott era già abituato a utilizzare il tapis roulant presente nell’asilo per cani, sempre a velocità ridotta e sotto la supervisione del personale. I controlli veterinari non avevano evidenziato particolari problemi di salute e, fino a quel momento, nulla lasciava presagire un epilogo così improvviso.
Nel suo racconto, Natasha non attribuisce responsabilità alla struttura, sottolineando invece il dolore condiviso anche dai gestori del centro, profondamente sconvolti per quanto accaduto. Le cause della morte, inoltre, non vengono approfondite nel resoconto.
La perdita di Abbott ha lasciato un vuoto enorme nella casa e nella vita della coppia. Natasha ha cercato conforto passeggiando nella natura e mettendo per iscritto tutti i ricordi del suo cane. Per il marito, invece, il lutto ha avuto un effetto inatteso.
Da settimane soffriva di una tosse persistente che aveva sempre sottovalutato, convinto fosse il residuo di una forte influenza. Tre giorni dopo la morte di Abbott, però, gli attacchi sono diventati così intensi da provocargli difficoltà respiratorie. Anche grazie allo shock per la perdita del cane, ha deciso finalmente di rivolgersi al pronto soccorso.
La diagnosi è stata sorprendente: pertosse. I medici gli hanno prescritto la terapia necessaria, spiegandogli che la malattia era stata favorita dal mancato richiamo vaccinale contro difterite, tetano e pertosse.

Qualche giorno più tardi, mentre Natasha ricordava Abbott scrivendo in un diario, ha ricevuto un messaggio dal marito che non dimenticherà mai: “So che può sembrare macabro, ma da oggi prenderò sul serio la mia salute grazie ad Abbott. Andrò regolarmente dal medico.”
Per Natasha quelle parole hanno rappresentato un piccolo spiraglio di luce in mezzo a un dolore immenso. Dopo quasi dieci anni trascorsi a convincere il marito a non trascurare la propria salute, è stata proprio la perdita del loro cane a spingerlo finalmente a prendersi cura di sé.
La storia di Abbott dimostra quanto profondo possa essere il legame tra un animale e la sua famiglia. Anche dopo la sua scomparsa, quel cane speciale ha lasciato un’eredità fatta di amore, responsabilità e attenzione verso la vita, trasformando una tragedia in un insegnamento che i suoi proprietari porteranno per sempre nel cuore.